“Avevo riportato numerose ferite ma mi sono detto che dovevo alzarmi e agire. Quando sono caduto, ho sentito l’aereo precipitare. In quel momento ho trovato la forza di aprire la porta della cabina”. Inizia così il racconto del pilota indiano Smit Machchhar che, in una videochiamata con il premier indiano Narendra Modi, dichiara di aver aperto la porta della cabina di pilotaggio dell’aereo Flydubai mentre era a terra, ancora sotto attacco da parte del suo copilota.
“Stavo lottando per la mia vita”: il racconto del pilota eroe
“Stavo lottando per la mia vita. Mi sono reso conto che se non avessi mostrato coraggio, 170 passeggeri sarebbero morti”, ha detto l’uomo, secondo quanto riportato dal quotidiano israeliano Ynet.
Volo Dubai-Tel Aviv, Netanyahu: “Sul copilota indottrinamento islamista”. Trump: “Possibili attacchi dopo elezioni midterm”Come sta il capitano
Il capitano parla dal letto di ospedale con la testa fasciata, i tubicini ancora al naso.
“Altri sono intervenuti - ha affermato parlando in tv con Modi in dichiarazioni riprese dalla Bbc - e hanno svolto un ruolo (nel controllo della situazione, ndr). Io, ovviamente, lottavo per la mia vita, ma allo stesso tempo sapevo che non avrei permesso che altri morissero”, ha ribadito.
Modi ha detto al capitano che “il suo coraggio, la sua pazienza e la sua prontezza nel prendere decisioni hanno salvato la vita a moltissime persone” e che l’intero Paese è orgoglioso di lui.
Il capitano è stato inizialmente trasportato in un ospedale di Tabuk in Arabia Saudita e poi trasportato in aereo ad Abu Dhabi. Le sue condizioni sono stabili.
