Bitcoin veri contro soldi falsi: cubano e serbo nei guai per truffa

Un cubano di 35 anni e un serbo di 33 sono stati arrestati mercoledì sera in viale Abruzzi dai poliziotti dell'Ufficio prevenzione generale e pubblico soccorso (Upgps) per tentata estorsione aggravata, rapina e lesioni volontarie aggravate in concorso a un italiano 22enne. La vittima avrebbe dovuto vendere ai due Bitcoin (una criptovaluta e un sistema di pagamento mondiale creato nel 2009) in cambio di oltre due milioni di euro.

Cos'è accaduto? In mattinata la vittima si era incontrato in un bar di via Montenapoleone per concordare la compravendita dei Bitcoin con gli acquirenti, una trattativa che poi si sarebbe conclusa in uno studio affittato in viale Abruzzi. Inoltre, per verificare la bontà del venditore e degli acquirenti, era stata effettuata una prima transazione, andata a buon fine, di 7 Bitcoin in cambio di 50mila euro.

In serata, oltre ai due arrestati era presente una donna loro complice. E mentre era in corso la trattativa, la vittima si è insospettita proprio per il comportamento della signora, che metteva le mazzette di soldi in una busta dalla quale si poteva vedere solo la prima banconota del mazzo. I due stranieri, capito che la vittima si era accorta che la volevano truffare, lo hanno aggredito violentemente e hanno esploso un colpo di pistola (che ha allertato un passante spingendolo a chiamare la polizia) per costringerlo a concludere dal suo pc la transizione dei Bitcoin. La donna, intanto, ha afferrato la valigetta con i 50mila euro della transizione precedente ed è sparita. A quel punto anche il serbo ha tentato di scappare, ma è stato fermato e arrestato assieme al suo complice