Donna uccisa in casa: in manette il figlio con problemi di droga

Il ventenne trovato ieri in stato confusionale a Cinisello Balsamo. Prima la fuga, poi la resa

«Non so, non so niente». Quando i carabinieri del Radiomobile della compagnia di Sesto San Giovanni lo trovano, alle 15.10 di ieri, in via Amedeo Avogadro, periferia sud di Cinisello Balsamo, Corrado Badagliacca è un ragazzo di vent'anni che non ha già più un futuro e sembra aver scordato completamente anche il suo sciagurato passato recente. Non parla, perlopiù balbetta poche parole in maniera sconnessa e inespressiva. Ha trascorso la notte all'aperto ed è bagnato come un pulcino, stretto in un giubbotto fradicio e leggero, jeans scuri di pioggia, i capelli zuppi che gli incorniciano un viso dall'espressione assente. È a piedi quando nota i militari dell'Arma davanti a sé, che tentano di avvicinarlo, ma cerca ugualmente di scappare, probabilmente non sa neppure lui per andare dove e a fare cosa. Corre verso i prati dietro gli anonimi palazzoni popolari, ma fugge senza convinzione, probabilmente solo da se stesso e dall'omicidio della madre commesso 24 ore prima a casa sua, ad appena un quarto d'ora di strada da lì. Quando i carabinieri lo afferrano finalmente per le braccia, Corrado Badagliacca si lascia cadere a terra quasi in un atto liberatorio, quindi si chiude in un silenzio totale evidenziato da uno stato catatonico. Nelle prime ore successive il fermo per omicidio volontario il ragazzo, che è incensurato, resta in caserma a Sesto San Giovanni, ma le sue condizioni sono tali da non permettergli di sostenere l'interrogatorio del pm di Monza Alessandro Pepé.

Nell'appartamento che divide con i genitori all'ottavo piano di via Sicilia 60 a Sesto San Giovanni, il ragazzo, figlio unico, martedì pomeriggio ha ucciso la mamma 49enne, Lucia Benedetto. Intorno alle 18.30 la casalinga è stata trovata morta sul pavimento del salotto dal marito Girolamo, un barelliere 54enne che lavora all'ospedale San Raffaele, con una ferita mortale al collo e altri colpi, sferrati d'impeto sul resto del corpo e provocati, come si scoprirà, da un levatorsoli poi rinvenuto nel bagno di casa dai carabinieri. Quando si sgombra completamente il campo dall'ipotesi di un suicidio (la ferita mortale al collo è stata inferta in una posizione che non era impossibile raggiungere anche da soli) i sospetti cadono purtroppo inevitabilmente sul ragazzo, da tempo tossicodipendente, affetto da disturbi comportamentali che molto facevano preoccupare i genitori. Sulla borsa di Lucia Benedetto, inoltre, sono state trovate tracce di sangue, elemento che ha fa pensare che il giovane cercasse dei soldi per comprare la droga e che la madre lo abbia scoperto, rifiutandosi di darglieli. Inoltre Corrado è introvabile e se n'è andato lasciando in casa tutti i suoi effetti personali, compreso il telefono, proprio come chi non vuole essere rintracciato. A incastrarlo in maniera determinante sono le telecamere del condominio: i filmati lo «immortalano» mentre, subito dopo l'omicidio - poco prima delle 17.30 di martedì - lascia la casa di via Sicilia. I carabinieri lo cercano tutta la notte, lo rintracciano ieri pomeriggio.