Protesta dei nomadi, ma la polizia smentisce

Una settantina di rom di via Dione Cassio sono scesi in strada l'altra notte per manifestare contro la protesta organizzata da residenti e gruppi di destra. I nomadi hanno raccontato di essere stati aggrediti a colpi di bottiglie incendiarie, evento che però non risulterebbe alle autorità di pubblica sicurezza.

In un comunicato firmato dalle associazioni Upre Roma, Cooperativa Romano Drom, Museo del viaggio Fabrizio De Andrè, aderenti alla Consulta Rom e Sinti di Milano e dalla federazione nazionale Rom e Sinti insieme, si afferma che l'altra sera «Alcune le organizzazioni neofasciste “Gioventù della fiamma”, “Gioventù di ferro”, “Circolo culturale Domenico Leccisi” hanno organizzato una manifestazione in viale Ungheria. Al grido “Via i rom dal quartiere” hanno aizzato l'odio contro una comunità di rom romeni che da qualche mese si è installata in tre capannoni abbandonati in via Dione Cassio e il cui più grave difetto è quello di essere poveri e magari “infastidire” qualcuno con la richiesta di carità di fronte al supermercato Billa, nel quale spesso si trovano in fila alle casse le donne della comunità a pagare i loro acquisti».

«Perché la Questura - prosegue il comunicato - ha permesso una tale manifestazione sapendo bene che da tali gruppi non può che venire violenza come si è puntualmente verificato nella notte con il lancio di bottiglie incendiarie? Cosa sarebbe successo se i rom non avessero vigilato per difendere le proprie famiglie?».

Le forze dell'ordine fanno sapere che la manifestazione del pomeriggio si è invece svolta senza problemi, anche perché sul posto era presente personale della Questura. E che ne durante ne dopo sono state lanciate contro i capannoni occupati dalla comunità rom.