Boko Haram si scinde in due: fedelissimi di Shekau e alleati all'Isis

L'Isis a inizio settimana aveva annunciato il cambio di leadership nell'organizzazione Boko Haram, ma il leader storico Shekau non ci sta ed è riapparso in video per affermare il suo comando

Mercoledì, dalle pagine della rivista dello Stato Islamico, il mondo apprendeva del cambiamento di leadership nell'organizzazione jihadista nigeriana Boko Haram.( http://www.occhidellaguerra.it/boko-haram-cambia-leader/). Il Califfato annunciava che il nuovo leader della setta islamista africana era Al Barnawi che andava così a sostituire lo storico capo dei ribelli nigeriani, Abubakar Shekau.

Ma non hanno fatto in tempo a passare poche ore dall'annuncio, ed ecco che Shekau ha rotto il silenzio mediatico che durava da più di un anno ed è riapparso in pubblico attraverso un video nel quale ha dichiarato di essere stato tradito e che lui rimane il leader di Boko Haram.

Ora dunque è evidente che il gruppo terrorista nigeriano affronti una spaccatura interna. Da un lato c'è Al Barnawi, l'uomo dell'Isis attraverso il quale il Califfato vuole esportare un proprio sistema di jihad in Africa. Personalità dotata di meno carisma e protagonismo rispetto a Shekau e che con ogni probabilità risponderà agli ordini di Al Baghdadi. Dall'altro lato invece c'è Shekau con i suoi fedelissimi. Quest'ultimo da sempre inviso al Califfato e tristemente noto per i suoi metodi sanguinari.

Non è la prima volta che in Nigeria si assiste al nascere di nuove cellule jihadiste. Nel 2012 era nato il gruppo Ansaru, che era salito alla ribalta delle cronache per l'uccisione nel 2013 di sette ostaggi cristiani compreso l'italiano Silvano Trevisan. In ogni caso la realtà odierna è diversa rispetto a quella della precedente scissione perchè lo jihadismo nigeriano non sta vivendo uno dei momenti migliori. Gran parte del territorio sotto controllo degli islamisti è stato riconquistato dagli uomini della Forza multinazionale mista e molti ostaggi in mano agli irregolari sono stati liberati. Quindi, per comprendere il perchè della nuova nomina da parte dell'Isis, occorre ascoltare le parole dell'esperto di jihadsimo Sanel Bakary Sambe, riportate da Josè Naranjo in un articolo de El Pais. Lo studioso di jihad maliano sostiene che la volontà dello Stato Islamico sia quella di riqualificare Boko Haram e che per farlo ha messo al vertice un uomo meno sanguinario e meno settario. In questo modo la speranza dei leader del Daesh è di rigenerare il gruppo portandolo a ottenere supporto dalla popolazione locale e a instaurare nuovi legami con gruppi jihadisti presenti nell'Africa occidentale.

Nonostante i nuovi cambiamenti in seno ai guerriglieri islamisti, Lamidi Adesoun, comandante della Forza multinazionale mista, ha dichiarato che tutto ciò non va a influire con la guerra al terrorismo che è in corso, e in un'intervista rilasciata a Rfi Afrique ha spiegato: ''Noi possiamo dire che Boko Haram ha in seno due leadership quella di Shekau e quella di Al Barnawi. Questa scissione in ogni caso non cambia nulla sul terreno di battaglia. Che ci siano uno o due gruppi, poco importa, noi dobbiamo attaccarli là, dove loro sono''.