L'America frena sull'estradizione di Gulen in Turchia

Washington tituba e chiede prove chiare del suo coinvolgimento nel fallito golpe

Manifestazione del Vatan Partisi davanti all'ambasciata statunitense ad Ankara

"Il presidente della Turchia sta ricattando gli Stati Uniti, minacciandoli di ritirare il sostegno del suo Paese alla coalizione internazionale contro lo Stato islamico". Così scriveva sul New York Times, pochi giorni fa, il predicatore Fethullah Gulen, accusato in patria di avere ordito il tentativo fallito di rovesciare le istituzioni con un colpo di Stato lo scorso 15 luglio.

Un editoriale che arrivava come risposta a quello pubblicato il giorno precedente dallo stesso quotidiano, a firma del portavoce della presidenza turca Ibrahim Kalin, in uno scontro a distanza che ruotava attorno a un tema: quello dell'estradizione di Gulen in Turchia.

"Gli Stati Uniti non dovrebbero permettere che quest'uomo sfrutti le loro leggi per evitare di affrontare un processo giusto e legittimo in Turchia", scriveva Kalin, facendosi latore del pensiero delle autorità turche. Ma da allora la posizione degli statunitensi è rimasta la medesima.

Sono passati quasi venti giorni da quando i primi documenti sulla presunta colpevolezza di Gulen sono arrivati dalla Turchia, ma ancora questa notte il dipartimento di Stato, il ministero degli Esteri statunitense, ha chiarito che le prove fornite sono in corso di valutazione. "Dicono di avere fatto richiesta formale - ha commentato il portavoce Mark Toner -. Stiamo ancora cercando di stabilirlo".

A fine agosto (ma una conferma dall'America ancora manca) il ministro degli Esteri statunitense John Kerry sarà in Turchia. Ma prima Erdogan vedrà Putin. E se la crisi con la Russia sembra alle spalle, da Ankara segnalano anche la volontà di trovare "una soluzione" alla crisi siriana.

Dal 19 luglio sono arrivate a Washington due serie di documenti sul predicatore 75enne, che dal 1999 vive in Pennsylvania e che secondo Ankara è il responsabile delle 239 vittime del tentato golpe. Ieri una corte di Istanbul ha spiccato un mandato d'arresto.

Un'effige di Fethullah Gulen bruciata a Istanbul da sostenitori del presidente Erdogan

Nei giorni successivi al golpe diversi putschisti hanno puntato il dito contro di lui, ma in Occidente, e in particolare a Washington, - scrive il Wall Street Journal - c'è un certo scetticismo sul modo in cui quelle confessioni sono state ottenute e sulla loro validità.

In Turchia il movimento legato a Fethullah Gulen è considerato organizzazione terroristica. Dal 15 luglio migliaia di persone sono state fermate, arrestate o sospese dal proprio lavoro perché ritenute parte di una struttura impegnata nel tentativo di prendere il controllo dello Stato.

L'opinione pubblica turca è convinta a stragrande maggioranza che Gulen sia colpevole, lui sostiene il contrario e anzi dice che "è ampiamente documentato che il sistema giudiziario turco è privo di indipendenza; e dunque questo mandato d'arresto è un altro esempio della deriva verso l'autoritarismo del presidente Erdogan".

Fino a pochi anni fa, tuttavia, l'Akp di Erdogan e gli uomini di Gulen erano uniti in un matrimonio d'interesse grazie al quale hanno ottenuto molta dell'influenza che hanno oggi.

"Dico chiaramente che ho aiutato i gulenisti, pur non condividendone le idee", ha ammesso con titubanza nei giorni scorsi Erdogan. Dichiarazioni oggetto di condanne da sinistra, con il leader del principale partito d'opposizione, il repubblicano Kilicdaroglu, convinto che "dire 'siamo stati ingannati' non sia un auto-critica"

@ACortellari

Commenti
Ritratto di MLF

MLF

Ven, 05/08/2016 - 10:28

Ma se il golpe Erdogan lo ha fatto per poter eliminare Gulen & co. in tutta legalita'... Sarebbe un errore enorme dargliela vinta, cedere ed estradarlo. Un'ennesima accettazione del sultanato.

vince50_19

Ven, 05/08/2016 - 11:00

Incirlik, con le sue 46 bombe B61 all'idrogeno conservate nei bunker sottosuolo, sono importanti, molto importanti. Soprattutto per i turchi..

fcf

Ven, 05/08/2016 - 11:58

Non si deve dare alcuna fiducia a Erdogan dopo che sul territorio turco ha permesso i campi di addestramento dei criminali islamici, dopo che li ha finanziati acquistano a poco prezzo il petrolio rubato in Iraq dagli islamici, dopo avere ancora negato di avere massacrato oltre 1 milione di cristiani armeni ecc ecc. ecc. Erdogan è islamico radicale , quindi è un nemico dichiarato dell'occidente.

Massimo Bocci

Ven, 05/08/2016 - 12:01

Le prove??? Chiedere agli IDEATORI, CIA,Obama.....SOLO ATTI UFFICIALI DI CRIMINALITÀ'.

agosvac

Ven, 05/08/2016 - 13:31

Non mi sembra che erdogan possa avere grande credibilità visto che ha fatto arrestare gran parte della magistratura turca in modo che quel che ne restava potesse considerare Gulen colpevole. Non sono ancora riuscito a capire il livello d'intelligenza di erdogan. Quel che ha fatto dopo il fallito golpe dimostra che non ha a cuore le sorti del suo popolo. Non si può mettere in galera tutte queste persone per semplici sospetti. Né si può mettere uno Stato sotto assedio come ha fatto lui. Credo che prima o poi ne pagherà le conseguenze. La Turchia non è uno Stato ricco, viveva per lo più di turismo. Oggi questo turismo non c'è più ed il popolo turco è sempre più povero!

Libertà75

Ven, 05/08/2016 - 17:32

Gli USA prossimi al voto non si possono permettere che Gulen venga estradato. Sarebbe come consegnare la vittoria sicura a Trump.

Ritratto di Ausonio

Ausonio

Ven, 05/08/2016 - 18:08

Gulem è l'ennesimo criminale al soldo della CIA.

Ritratto di Ausonio

Ausonio

Ven, 05/08/2016 - 18:10

Erdogan è inaffidabile ed è un delinquente ma schiaffi in faccia agli USA sono solo un bene per tutti.

greg

Ven, 05/08/2016 - 18:57

VINCE 50-19 - Stia sereno, le bombe atomiche in Turchia non ci sono più

asalvadore@gmail.com

Ven, 05/08/2016 - 19:13

Il semplice fatto che all'istante di riapparire a torace nudo, come Mussolini, sapesse chi era il mandante e mandasse a incarclare piú migliaia di giudici e Pm, indica che aveva la lista giá pronta di civili che con il golpe non avevano nulla da fare e che lui giá sapeva cosa e come tutto sarebbe avvenuto. Questo é un caso classico di un AUTOGOLPE eseguito con tutta la crudeltá e perfidia orientale.

vince50_19

Sab, 06/08/2016 - 07:29

greg - E dove avrei parlato di bombe atomiche? Ho accennato a bombe all'idrogeno, meglio conosciute come bombe H tipo B-61. Quelle (46 in Turchia delle 200 dislocate in paesi Nato), stando alle ultime notizie lette, sono ancora nella base di Incirlik. Se poi mi dimostra che non ci sono più neanche quelle allora la pregherei di farmene cortese cenno con riscontri probanti. Così mi tranquillizzo del tutto...