"Le persone venivano colpite, mentre mi trovavo sotto a un tavolo"

Phil Davis è riuscito a raccontare l'attentato del Maryland da sotto un tavolo. Il gesto eroico al quale possiamo solo inchinarci

Phil Davis è riuscito a raccontare quanto accaduto all'interno del giornale del Maryland, ad Annapolis. "Una sola persona armata ha aperto il fuoco colpendo diverse persone, alcune sono morte", ha postato su Twitter. Attorno a lui spari, morte e disperazione. Eppure Phil, in qualche modo, ha trovato il modo e la forza di accedere al suo profilo. E di raccontare una storia che non avrebbe mai voluto. Perché chi ha la vocazione alla verità è chiamato persino a questo.

"L'uomo armato ha sparato - ha scritto poco dopo il giornalista del Capital Gazzette - attraverso la porta a vetri e ha aperto il fuoco su numerose persone. Non posso dire dire molto altro, non voglio fare riferimento esplicito a nessun morto ma è una situazione terribile. Non c'è niente di più spaventoso che ascoltare quando diverse persone vengono colpite, mentre tu ti trovi sotto ad un tavolo e senti che l'arma viene ricaricata". Mai, nei tempi recenti, era stata data una testimonianza così profonda della missione giornalistica. Almeno non dall'interno di una redazione. Da "sotto un tavolo", magari con un tablet o un telefonino in mano, Davis ha raccontato l'inaspettata guerra dichiarata, senza motivo, a casa sua. Ci sarà tempo e modo per conoscere le "ragioni", se così si possono chiamare, alla base dell'ennesimo folle gesto di un attentatore. Non ha avuto tempo di chiederselo Phil, che ha assistito alla morte di suoi quattro colleghi. Se è vero che la cronaca è "un bollettino d'esecuzioni", Phil ha dimostrato che la deontologia non prevede pause di sorta. L'eroismo professionale di un uomo al quale, noi tutti, possiamo solo inchinarci.