Usa, incriminati hacker e 007 russi per l'attacco a Yahoo

Due agenti dell'Fsb e due hacker stanno per essere incriminati dagli Stati Uniti per il furto dei dati di 500 milioni di utenti di Yahoo nel 2014. Volevano spiare giornalisti russi e funzionari del governo americano e del Cremlino

Le autorità americane stanno per incriminare due agenti del servizio di intelligence russo Fsb e due hacker di nazionalità russa e canadese, che sarebbero coinvolti nell’hackeraggio degli account Yahoo di circa 500 milioni di utenti, avvenuto nel 2014. Lo hanno annunciato in una conferenza stampa funzionari dell’Fbi e del dipartimento della Giustizia degli Stati Uniti. Uno dei due 007 russi che sta per essere incriminato dalle autorità americane è stato arrestato lo scorso dicembre a Mosca con l'accusa di tradimento dello Stato e legami con la Cia. Tra gli obiettivi dei due agenti dell'Fsb e degli hacker assoldati per compiere l’attacco, c’era quello di spiare gli account di giornalisti americani e russi, di funzionari del governo Usa e del Cremlino.

A rivelare ulteriori dettagli sulla vicenda è il Washington Post. Secondo quanto hanno confermato al quotidiano statunitense funzionari del dipartimento della Giustizia, rimasti anonimi, i quattro, dovranno rispondere di diversi reati, dalla pirateria informatica, alla frode, fino al furto di segreti commerciali e allo spionaggio economico. Si tratta della prima accusa per crimini informatici mossa dagli Stati Uniti contro funzionari del governo russo. Le accuse, specifica però il Washington Post, sarebbero relative solamente al caso del furto dei dati degli utenti di Yahoo e non c’entrano con i casi dell’hackeraggio dei server del Partito Democratico o con le presunte interferenze della Russia nella campagna elettorale per le presidenziali americane.

Uno degli agenti dell’Fsb che stanno per essere formalmente incriminati è Dmitrj Dokuchayev, l’ex vice capo del Centro per la sicurezza informatica dell’Fsb, attualmente detenuto, dopo essere stato arrestato dagli uomini dello stesso servizio di intelligence, nel carcere moscovita di Lefortovo, con l’accusa di alto tradimento. Dokuchayev era stato arrestato a dicembre dalle autorità russe assieme al suo capo, Sergej Mikhailov, e al manager del colosso informatico Kaspersky Lab ed esperto in cyber sicurezza, Ruslan Stoyanov, per presunti legami con la Cia, agenzia alla quale gli ex vertici della cyber sicurezza russa, secondo il Cremlino, avrebbero passato informazioni confidenziali.

Il secondo 007 russo nel mirino delle autorità statunitensi è Igor Sushchin, superiore di Dokuchayev al Centro per la sicurezza informatica dell’Fsb, mentre i due hacker coinvolti nella vicenda sono il russo Alexsey Belan, uno dei pirati informatici più ricercati negli Usa, oggetto delle sanzioni decise da Obama lo scorso dicembre, che secondo le autorità si troverebbe attualmente in Russia, e Karim Baratov, un uomo di origine kazaka, con cittadinanza canadese, arrestato proprio in Canada martedì. Secondo gli americani i due hacker sarebbero stati ingaggiati da Dokhuchayev e Sushchin per compiere l’attacco agli account di Yahoo nel 2014. Attacco che i media americani non hanno esitato a definire “il più importante furto di dati nella storia”.

Uno dei responsabili dell'indagine al dipartimento di Giustizia, Mary McCord, ha reso noto mercoledì in conferenza stampa che i due agenti dell’Fsb e i due hacker che stanno per essere incriminati dagli Usa, attaccarono Yahoo per spiare giornalisti russi, funzionari del governo statunitense e del Cremlino. "Attaccarono gli account Yahoo di funzionari del governo russo e statunitense, anche di personale incaricato della sicurezza informatica, personale diplomatico e militare", ha affermato McCord, aggiungendo che i quattro tentarono anche di recuperare informazioni su “giornalisti russi e dipendenti di servizi finanziari”.