Bersani non esclude la scissione del Pd: "Non minaccio e non garantisco nulla"

Per la prima volta l'ex segretario del Pd non esclude l'ipotesi di una possibile scissione in seno al suo partito. Poi chiede di tornare al voto, ma non prima di aver fatto una buona legge elettorale

Acque sempre più agitate in seno al Pd. Se D'Alema ha detto chiaro e tondo che non esclude di presentare una propria lista (anche se sembra più che altro una mossa per racimolare qualche seggio sicuro alle prossime elezioni), ora si fa sentire anche Pier Luigi Bersani. "Non minaccio nulla, non garantisco nulla - dice l'ex segretario Pd -. Porrò delle questioni e sentirò la risposta". Così risponde ai giornalisti che gli chiedono se si sente di escludere una scissione nel Partito democratico.

Quando poi gli domandano se intenda (o meno) parlare con Renzi, l'ex segretario risponde in questo modo: "Io porrò due o tre questioni politiche e sentirò cosa mi dicono. C’è un piccolo oggetto, che si chiama Italia e io chiederò delle risposte su questo piccolo oggetto e poi mi regolerò".

Ma tradotto dal politichese, cosa ha in mente Bersani? Di certo si può dire solo una cosa: l'ex leader Pd non si sbilancia. Ma conferma ai suoi tutte le perplessità verso la linea renziana improntata sulla corsa al voto. E per la prima volta, anche se non ne parla esplicitamente, non esclude nulla, neanche una possibile rottura.

Fino ad ora i bersaniani avevano sempre garantito di fare ogni battaglia all'interno del Pd, ora però il loro leader sembra tenersi aperte tutte le strade. Qualcosa dunque è cambiato? Bisogna capire, prima di tutto, cosa chiede la minoranza dem. Bersani dice che vuole le elezioni, ma prima una buona legge elettorale. E su Gentiloni? Per l'ex segretario del Pd il governo deve pensare a governare, perché la situazione è difficile, ci sono tanti problemi da risolvere, dal terremoto all'emergenza lavoro, alle banche.

Bersani insiste poi con il congresso del Pd: bisogna avviare il percorso congressuale. Anche questo può sembrare un avvertimento. State attenti a non tirare troppo la corda...

Commenti

antipifferaio

Mar, 31/01/2017 - 17:06

Di fatto sono già scissi...anzi disintegrati visto che almeno la metà dei voti andrà ai 5 stelle...

pastello

Mar, 31/01/2017 - 17:18

Mai dire mai. Forza D'Alema! Forza Bersani!

Valvo Vittorio

Mar, 31/01/2017 - 18:07

Io non vedo in Bersani chi aspetti le mosse dell'avversario per agire di conseguenza, ma un disilluso del potere e che vaghi senza una meta! Il tramonto dell'ideologia sta seppellendolo come successe a Nenni che andava alla ricerca della stanza dei bottoni, ma non riuscì a trovarla. Renzi si compiace di questa depressione che hanno i compagni di cordata, ma anche per lui "il sol dell'avvenire" è nebuloso.

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daybreak

Mar, 31/01/2017 - 18:13

Ma certo con tutti i problemi che ha questo paese questi parassiti invece di risolverli continuano a pensare solo a se stessi.Ormai la politica e' funzionale solo a se stessa invece che risolvere i problemi degli Italiani.

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perSilvio46

Mar, 31/01/2017 - 18:38

Il partito di Bersani e D'Alema, che per comodità chiamiamo PCI, vale dal 11 al 15%, e questo mi pare più o meno giusto, forse sottovalutato. In rete continua a circolare la bufala irritante di un PD-Renzi oltre il 20%. E' semplicemente ridicolo, rimosso il "nocciolo duro" degli ex-PCI il PD-Renzi è destinato a sfasciarsi, oggi credo nessuno possa dire se, ammesso si presenti unitario e non esploda a sua volta in tanti partitini, valga il 10, il 15 o il 20%. Se poi teniamo conto che sicuramente si presenterà con Renzi leader e che Renzi è il politico più deriso, meno credibile e disprezzato d'Italia, il 10% potrebbe essere un obiettivo irraggiungibile,

Ritratto di Leonida55

Leonida55

Mer, 01/02/2017 - 00:47

" Non minaccio e non garantisco nulla". Ha dimenticato non faccio nulla, come sempre.

Azzurro Azzurro

Mer, 01/02/2017 - 02:21

Da 50 anni in poltica e hanno solo rubato. A casa servi di Stalin

Popi46

Mer, 01/02/2017 - 05:55

D'Alema...Bersani...,come dire il nuovo che avanza! Comunque,piaccia o meno,sarà partorito l'accordo Cav-Renzi, perché rimangono i soli ad avere caratteristiche di leadership,gli altri sono mezze calzette ivi compreso l'ex comico. Il problema grosso semmai risiede nelle qualità politiche dei rispettivi entourage