La Grillo decapita la sanità Consiglio superiore azzerato

A un anno dall'insediamento, i nomi illustri congedati dal nuovo corso. L'ipotesi: colpa dei vaccini obbligatori

Illustri scienziati, ricercatori di fama internazionale liquidati con una mail. Il ministro della Salute, Giulia Grillo, ha revocato le nomine dei membri non di diritto del Consiglio superiore di Sanità «per dare spazio al nuovo» spiega. La revoca è indirizzata ai 30 componenti esterni, rimangono in carica i 26 membri di diritto. Il Css è un organismo consultivo e propositivo del ministero. In sostanza orienta le scelte su tutta la materia sanità dai provvedimenti a tutela della salute pubblica alla registrazione dei medicinali. A nominare i membri l'ex ministro Beatrice Lorenzin un anno fa. Sarebbero dovuti rimanere in carica per tre anni, ma la Grillo ha deciso di proseguire a ritmo serrato l'attuazione dello spoil system iniziata con la sostituzione di Mario Melazzini all'Aifa. Tutti i suoi predecessori hanno sempre sostituito qualche membro ma mai tutti insieme. Forse la Grillo temeva che questi membri del Css potessero dissentire dalle sue scelte in materia di sanità pubblica? Ad esempio sull'«obbligo flessibile» per i vaccini? La Grillo spiega di aver voluto «dare un segnale di discontinuità» ma non esclude di poter rinominare alcuni di loro. «Di certo non i vertici - precisa la Grillo - che devono avere la fiducia e la piena sintonia con il ministro in carica».

Certo colpisce quanto dichiarato dalla presidente uscente, Roberta Siliquini. «In sei mesi non siamo mai stati ricevuti nonostante numerose richieste», racconta la Siliquini. Con lei tra i congedati nomi illustri come quello di Silvio Garattini; del genetista Bruno Dalla Piccola. E ancora Giovanni Scambia, Andrea Lenzi, Giuseppe Novelli, Mario Stirpe. Pure Garattini confessa che la notizia è giunta in modo del tutto inaspettato. «Questa mattina è arrivata la mail dalla segreteria del Css, per comunicare che il ministro Grillo ha deciso di terminare in anticipo il mandato dei componenti non di diritto - spiega Garattini - il ministro ne ha la facoltà e ha ritenuto di esercitarla: io non so quale possa essere il motivo. Nei circa 15 anni in cui sono stato componente del Css, non è mai successo. Spiace solo che il ministro non ci abbia mai incontrato».

È stata una «sorpresa» pure per Bruno Dallapiccola. «La notizia ci è stata comunicata dalla segretaria. È nelle facoltà del ministro decidere in questo senso - dice il genetista - e in effetti ognuno di noi lavora con la sua squadra». Un altro componente, il cardiologo Antonio Colombo, si chiede «forse abbiamo sbagliato qualcosa»? Per l'ex ministro della Salute, Girolamo Sirchia l'azzeramento del Css dipende da una questione di «fiducia politica». Sirchia comprende perché «un ministro che si trova alla sua prima esperienza possa volere dei pareri garantiti al 100 per cento anche dal punto di vista politico». Un altro ex ministro, Francesco Storace, si chiede se «di mezzo ci sono i vaccini».

Commenti

TitoPullo

Mar, 04/12/2018 - 10:52

Ecco le demenze tardo sessantottine che riemergono dal marasma dei 5Stalle!!pero' lo slogan famoso "l'immaginazione al potere" andrebbe aggiornato e cioé "l'ignoranza al potere" !