I soci del killer di Berlino: "Agli infedeli italiani tagliate testa e genitali"

Cinque arresti tra Roma e Latina, ecco la rete che ha aiutato Anis Amri. "Volevano colpire"

«Quando incontrare i miscredenti colpiteli al collo finché non li abbiate soggiogati. Tagliategli la testa e i genitali», è solo una delle inquietanti trascrizioni delle intercettazioni tra i soggetti entrati nell'inchiesta sui terroristi legati ad Anis Amri, l'attentatore che a Berlino uccise dodici persone, tra le quali l'italiana Fabrizia di Lorenzo, prima di essere ucciso da una pattuglia a Sesto San Giovanni. Grazie al lavoro delle Digos di Roma e di Latina, coordinate dal Servizio Contrasto all'Estremismo e Terrorismo Esterno della Dcpp/Ucigos, sono state emesse cinque ordinanze di custodia cautelare in carcere e numerose perquisizioni nelle province di Latina, Roma, Caserta, Napoli, Matera e Viterbo, disposte dal gip del Tribunale di Roma, Costantino De Robbio, nell'ambito di un'indagine coordinata dal sostituto procuratore Sergio Colaiocco.

I provvedimenti cautelari riguardano il 38enne sedicente cittadino palestinese Napulsi Abdel Salem, attualmente detenuto per stupefacenti e 4 tunisini accusati di associazione a delinquere finalizzata al favoreggiamento dell'immigrazione clandestina: il 32enne Baazaoui Akram, il 52enne Baazaoui Mohamed, il 29enne Baazaoui Dhiaddine e il 30enne Baazaoui Rabie, tutti fratelli. Quasi la conferma delle parole dette ieri sera in tv dal ministro Minniti: «La minaccia è seria e durerà ancora a lungo».

«Le indagini - spiega al Giornale il dirigente della Digos di Roma, Giampietro Lionetti - sono scaturite in seguito all'attentato di Berlino, quando la procura di Roma aprì un procedimento. Amri era arrivato dalla Tunisia, su un barcone, nel 2011. Dopo essere stato in vari centri di accoglienza era andato ad Aprilia, dove c'era un suo contatto, Maontassar Yacoubi. Grazie a un lavoro lungo un anno e mezzo siamo riusciti a risalire al numero di telefono di Amri e, quindi, alle persone che in qualche modo avevano avuto contatti con lui». Tre soggetti erano già stati espulsi in precedenza, quindi si è proceduto con l'intervento nei confronti dei cinque perché, secondo fonti accreditate, c'era il serio pericolo «che queste persone potessero colpire, visto che ne avevano la ferma intenzione». Napulsi in particolare si trovava su molti siti dello Stato islamico. «Si documentava - prosegue Lionetti - sulla possibilità di modificare armi come carabine ad aria compressa e come acquistarle. Era molto pratico nella navigazione e utilizzava tecniche per non farai captare dall'Intelligence». Ma tra le sue ricerche anche quelle su come armare un pick-up e su come noleggiare un camion. Insomma, sul fatto che volesse colpire non c'è alcun dubbio. Nella sua abitazione sono state sequestrate droga e armi. Akram Baazoui è possibile, invece, abbia procurato documenti falsi ad Amri. Gli accertamenti hanno portato a individuare una vera e propria associazione per delinquere, operante tra le province di Caserta e Napoli. L'organizzazione era in grado di procurare alloggi e documenti.

Commenti

Altoviti

Ven, 30/03/2018 - 10:04

Prigione ad vitam!

routier

Sab, 31/03/2018 - 09:27

Per i genitali non so, ma in quanto a teste, quelle della foto farebbero la felicità degli esperti in fisiognomica.