La Lega scarica Pillon e si allinea ai 5 Stelle: "Legge da modificare"

Linea soft sull'affido condiviso: ma nel Carroccio cresce il malumore. Oggi proteste in 60 piazze

La Lega non andrà alle crociate per difendere l'idea di famiglia del senatore Simone Pillon. Il disegno di legge sull'affido condiviso, è «una iniziativa autonoma di Pillon», spiegano dal Carroccio. Soprattutto non ha il placet del ministro della Famiglia, il leghista Lorenzo Fontana, che aveva già dato un parere piuttosto critico al ddl, al momento in discussione in Commissione Giustizia al Senato. «A mio modo di vedere ci sono sicuramente degli aggiustamenti e delle cose da correggere», aveva detto Fontana lasciando intendere che l'iter della legge non sarà breve e dunque ci sarà il tempo di «discutere ed eventualmente rivedere la legge». Fontana, insomma, aveva già indirettamente risposto alla critica dei Cinque Stelle e alla bocciatura senza appello del ddl Pillon da parte del vicepremier, Luigi Di Maio. Il ministro dello Sviluppo Economico, pur riconoscendo che il contratto giallo verde prevede la riforma dell'affido, è andato all'attacco. Così com'è il ddl Pillon non va, dice Di Maio, perché «ha effetti collaterali sulle donne. È come quando vuoi ottenere un buon risultato ma poi ti trovi con effetti imprevisti da correggere. Finché non tutelerà bambini e donne per noi non va bene. Ma avremo tutto il tempo per sistemarlo».

Insomma, visto che al momento è stata congelata la grana rappresentata dalle opposte vedute sulla prescrizione la Lega non intende al momento puntare i piedi sul ddl Pillon. Certo che le acque del governo siano agitate è innegabile e qualche mal di pancia nel Carroccio in difesa di Pillon si registra. Ad esempio quello del capogruppo della Lega al Senato, Massimiliano Romeo. «Noi abbiamo presentato il ddl Pillon su cui abbiamo chiesto il parere dei Cinque Stelle, loro hanno pure firmato, è stato calendarizzato, siamo disponibili all'ascolto, ma l'ossatura del disegno di legge deve essere quella, - insiste Romeo - perché se l'intento è quello di stravolgerlo allora no».

A frenare il cammino del ddl però non c'è soltanto Di Maio. Oggi infatti in 60 piazze d'Italia sono previsti manifestazioni, sit-in, cortei e presidi per chiedere il ritiro del testo che non piace a molte associazioni del settore: da Telefono Rosa a Donne in Rete contro la violenza. E ancora Arci, Arcigay, Arcidonna, associazioni professionali, comitati cittadini e associazioni che si occupano di infanzia e sindacati. In prima fila anche il Pd. Tutti sostengono che il ddl finirebbe per tutelare chi è più forte nella coppia non tenendo conto delle reali esigenze dei figli. I punti cardine del provvedimento prevedono la mediazione civile obbligatoria per le questioni in cui siano coinvolti i figli minorenni. Un equilibrio «perfetto» dei diritti dei due genitori per quanto riguarda il rapporto con i figli con tempi paritari. Il mantenimento in forma diretta senza automatismi. Il contrasto dell'alienazione genitoriale. Anche in caso di separazione e divorzio insomma i genitori dovrebbero essere ugualmente presenti. Uno delle norme più criticate è quella che prevede che il figlio trascorra con entrambi i genitori non meno di 12 giorni al mese, compresi i pernottamenti. Soluzione non facile dal punto di vista pratico e che appare penalizzante per il minore. Perplessità anche per la difficile gestione dei casi di violenza domestica.

Anche la vicepresidente della Camera, Mara Carfagna, Forza Italia, aveva criticato il ddl ricordando che «l'interesse dei bambini non può passare in secondo piano».

Commenti

CALISESI MAURO

Sab, 10/11/2018 - 09:27

Bugia! Alle associazioni varie non interessa il bene dei bambini, ma la possibilita' di poter derubare il marito del suo ( o parte ) bene. Allo stesso tempo la proposta di legge del Pillon, mette a repentaglio gli affari di avvocati e del nostro vergognoso sistema giustizia. Ieri sera ...discoteca romagnola piena di falliti vecchiotti ( mi ci metto anchio naturalmente ) con vecc..e carampane e galletti di romagna spennacchiati.. e figli allo sbaraglio in giro per il mondo,di cui molti in cerca di droga venduta .. dalle risorse. Non c'e' futuro. I 5 stelle sono mo vi mento.

INGVDI

Sab, 10/11/2018 - 09:31

Salvini ha giurato sul Vangelo, ma con un atto sacrilego ha sposato i 5s, il partito più anticristiano che occupa il Parlamento. Pillon dovrebbe lasciare questa Lega ormai grillizzata.

Silvio Pammelati

Sab, 10/11/2018 - 11:40

Libero (ed. Nazionale, ed. Milano) del 06/11/18 pag. 23 FAMIGLIA La donna e il divorzio La Corte d'Appello di Catania ha deciso che la madre ha diritto al mantenimento solo se, non producendo alcun reddito, dà prova di non poter lavorare. Tale corte dovrebbe sapere che il 40 per cento delle madri non lavora avendo così molto più tempo per il lavoro di cura e presenza accanto ai figli. Silvio Pammelati (Roma)

Rinascimento33

Sab, 10/11/2018 - 18:51

Il sistema di acido va rivisto e bisogna sopratutto rivedere i diritti e i doveri tra EX coniugi e verso i figli. Oggi ci sono VALANGHE di padri costretti alla fame o a chiedere la carità per l'accanimento delle EX consorti e con nessun diretto e tangibile beneficio per i figli, anzi!! I figli devono stare il 50% dell'anno con la madre e il 50% col padre e ognuno dei genitori deve farsi carico del mantenimento, in quota parte, dei figli. Questa è parità! Questo è rispetto! Finiamola con la sciocca e ingiusta consuetudine di proteggere sempre e solo le donne in fatto di separazione coniugale. Cosa diversa sono le violenze nei confronti delle donne, dei figli e dei padri che devono essere punite sempre e comunque. .'.W l'Italia e gli Italiani.'.