Il muro M5s contro la Maglie in Rai

Grillini contro la Lega: «Niente striscia dopo il Tg1, è raccomandata»

Roma Il caso Maglie si trasforma in una resa (l'ennesima) dei conti nella maggioranza tra Lega e M5S. L'idea di affidare a Maria Giovanna Maglie la striscia informativa in prima serata, che fu di Enzo Biagi, dopo il Tg1, spacca l'alleanza gialloverde. Il Carroccio si schiera in difesa della giornalista. Mentre i Cinque stelle bastonano gli alleati: «No ai raccomandati in Rai».

I parlamentari grillini non si fermano alle accuse verbali ma chiedono all'Ad di Viale Mazzini Fabrizio Salini di bloccare la nomina. Il punto è che fino ad oggi non c'è alcun contratto. E questo dà il sapore che sia solo uno scontro politico nella maggioranza, già traballante su Tav e caso Diciotti. A far esplodere il caso Maglie è un tweet del segretario dell'Usigrai Vittorio Di Trapani: «Maria Giovanna Maglie, alla quale qualcuno in #Rai vuole affidare la striscia informativa in prima serata che fu di Enzo Biagi, non risulta più iscritta all'Ordine dei #Giornalisti da circa 3 anni». In realtà sarebbe un problema legato al versamento delle quote. Subito, i Cinque stelle si aggrappano alla denuncia dell'Usigrai per sfogare la frustrazione politica contro gli alleati: «La Rai che vogliamo non ha raccomandati. La Maglie è stata raccomandata da Craxi. La Rai che vogliamo non sperpera i soldi pubblici. La Maglie spese 150 milioni di lire degli italiani. La Rai che vogliamo non è legata alla politica. La Rai che vogliamo guarda al futuro non al passato», si legge in un post su Facebook della pagina ufficiale del Movimento 5 Stelle Camera. La batteria di fuoco contro la giornalista è un rullo continuo. La Lega fa scudo alla giornalista: «Ci piacerebbe tantissimo che Maria Giovanna Maglie facesse una striscia quotidiana dopo il Tg1. Contro di lei c'è un fuoco di sbarramento assurdo, una censura preventiva delle idee», commenta Igor Iezzi, deputato della Lega in commissione Vigilanza Rai. Gli fa eco, Massimiliano Capitanio, segretario del Carroccio della commissione di Vigilanza Rai: «Queste interessanti polemiche confermano che la scelta di un professionista vero, intelligente e a tratti vulcanico, è assolutamente azzeccata». In serata, quando il caso è esploso, aprendo l'ennesimo conflitto tra Lega e M5S, interviene anche la giornalista: «Non c'è nulla di deciso. Mi sono state attribuite dichiarazioni che non ho fatto. Mi tengo fuori da una polemica politica che ritengo non riguardi la mia persona, ma si limiti a utilizzarmi. Se però come persona vengo insultata e calunniata, mi rivarrò nelle sedi opportune».