Stuprata dal branco a 16 anni In manette 5 giovanissimi

La vittima ha trovato il coraggio di denunciare tutto Gli aguzzini, subito fermati, hanno tra i 15 e i 17 anni

Simone Di Meo

L'orrore e il degrado hanno i lineamenti imberbi di cinque ragazzi tra i 15 e i 17 anni arrestati, nella giornata di ieri, per violenza di gruppo su una coetanea. L'inchiesta, condotta dai carabinieri del Reparto territoriale di Nocera Inferiore (Salerno), è durata appena ventiquattr'ore. I militari, coordinati dalla locale Procura della Repubblica presso il Tribunale dei minorenni, hanno identificato i presunti stupratori, tutti residenti nel Comune di San Valentino Torio, nella notte tra domenica e lunedì; e alle prime luci dell'alba li hanno ammanettati e condotti nel centro di prima accoglienza di Salerno tra l'incredulità e le lacrime dei genitori e dei conoscenti. Uno di loro è stato fermato mentre era al lavoro col papà, poco distante dall'appartamento che divide con la mamma e la nonna. Provengono tutti da famiglie modeste, ma perbene: mai nessun problema con la giustizia, solo qualche «colpo di testa» ma di minima entità rispetto al guaio in cui si sono infilati.

La ragazza, come accertato dalle visite mediche, è stata sicuramente costretta a subire un atto sessuale completo in un garage a pochi passi dal centro cittadino. Meno chiare sono invece le dinamiche che hanno portato all'aggressione. Pare, infatti, che la sedicenne conosca uno dei giovani e che proprio questo l'abbia convinta a seguirlo. Ma si tratta di ipotesi che allo stato non sono state ancora verificate dal lavoro investigativo. La vittima era in compagnia di un'amica per trascorrere una serata di relax a San Valentino Torio quando ha incrociato la comitiva. A questo punto, le versioni dei protagonisti della vicenda divergono. Agli investigatori, i presunti stupratori hanno raccontato di non aver usato forza sulla sedicenne; ma la malcapitata ai sanitari che per primi l'hanno visitata, riscontrando i segni della violenza, e poi agli inquirenti ha fornito tutt'altra ricostruzione. Approfittando dell'ora tarda e dell'allontanamento dell'amica, i cinque aggressori e la vittima si sarebbero trovati lungo una stradina isolata che percorre la piazza centrale del piccolo Comune campano, appena 10mila abitanti. E lì l'avrebbero circondata e sopraffatta. In un sottoscala, all'interno di un garage, i ragazzi hanno abusato a turno di lei. Un incubo durato oltre due ore.

Rilasciata a notte fonda, la sedicenne è corsa a casa dove ai preoccupatissimi mamma e papà ha raccontato in lacrime la violenza appena subita. Un gesto di coraggio che probabilmente le permetterà di ottenere la condanna dei suoi aguzzini. Senza perdere tempo, i genitori l'hanno accompagnata presso l'ospedale «Martiri di Villa Malta» nel vicino paese di Sarno. Qui, i medici del pronto soccorso le hanno riscontrato inequivocabili tracce dell'abuso sessuale. Terminate le visite sanitarie, la sedicenne ha bussato alla compagnia dei carabinieri per sporgere una lunga e articolata denuncia. Grazie alla sua memoria e ad alcune precise indicazioni, i militari del Reparto operativo della vicina Nocera Inferiore hanno potuto avviare immediatamente i riscontri. Un ultimo coordinamento con il pm di turno della Procura della Repubblica presso il Tribunale dei minorenni, ed è partito il blitz. I cinque sono stati fermati quasi in contemporanea. Alcuni prima addirittura che si preparassero per la scuola. Nella giornata di oggi, avranno tutti modo di difendersi davanti al magistrato. La ragazzina, invece, è probabile che lascerà la città per qualche tempo. Dovrà cercare di recuperare la serenità rubata in una notte d'orrore che doveva d'essere di amicizia e spensieratezza.

Commenti
Ritratto di 02121940

02121940

Mar, 28/06/2016 - 17:51

Abbiamo letto che tale Chaouki, eletto al Parlamento italiano, ma di origini marocchine, ha mostrato di trovare motivo di soddisfazione nel fatto che una quindicenne italiana sia stata oggetto di violenza sessuale da parte di un gruppo di 5 RAGAZZI ITALIANI, micro delinquenti di pelle bianca, quindi NON AFRICANI né ISLAMICI. La motivazione (incredibile ma vero) è il poter far constatare che non sono solo gli islamici a compiere reati del genere, così trovando occasione per attaccare un avversario politico leghista. PATETICO. Un perfetto comunista, anche se non in stile Renzi.