Usano la gonna per cancellare il maschio

Ci tocca osservare, impotenti e disorientati, le collezioni di moda maschile i cui modelli cavalcano la passerella indossando camicie di pizzo e gonnoni

Giù le mani dal maschio, questo moderno sopravvissuto. L'ultima frontiera del politicamente corretto si chiama genderless. Per non offendere né lui né lei, meglio dire che siamo tutti uguali, che il maschio non esiste, lo ha rimpiazzato il femminiello, e che il genere sarebbe una convenzione borghese dalla quale liberarsi al più presto. Così ci tocca osservare, impotenti e disorientati, le collezioni di moda maschile i cui modelli, sempre più efebici e «sex neutral», cavalcano la passerella indossando camicie di pizzo attillate e ridicoli gonnoni. Se qualcuno osa obiettare che quella immagine non trasmette un grammo di sensualità, è additato come reazionario, schiavo di canoni vetusti e incapace di comprendere la nuova sintassi della moda. Vi ricordate Jaden, il bambino che recita accanto al padre, il celebre attore Will Smith, nel film La ricerca della felicità? Oggi ha 17 anni e per Louis Vuitton posa in top e gonna da donna. Jaden (nella foto è quello a destra, ndr) è avvezzo al «sex neutral»: spesso compare in pubblico indossando lunghe maglie o vere e proprie gonne con sotto un paio di legging o i pantaloni della tuta (l'anno scorso esibiva una fidanzatina con la quale ha rotto). La corporatura esile e le pose effeminate ne fanno una icona dell'ambiguità sessuale. Maschio o femmina? Lei o lui? Sessualmente fluido, rispondono i paladini della perduta mascolinità. Ma questa è solo la punta dell'iceberg. Negli ultimi anni diverse maison di alta moda hanno abbracciato lo stile genderless, il superamento delle differenze di genere è diventato per loro una sorta di missione. Si sono immolati alla causa, per esempio, Hedi Slimane (direttore creativo di Saint Laurent) e Alessandro Michele (identico ruolo in Gucci). I grandi magazzini Selfridges a Londra hanno inaugurato un intero settore dal nome «Agender»: «Senza genere, neutro, a cavallo tra i generi, ciò che fluttua nell'identità di genere», si legge sul sito web. Ma è davvero una conquista l'armadio dalle porte girevoli (oggi per lui, domani per lei)? In un libro del 2006 dal titolo Manliness, il professore di Harvard Harvey Mansfield mette in guardia dal rischio dell'estinzione del maschio autentico («manly man»): una società che si prefigge lo scopo di anestetizzare le differenze di genere in nome di un ideale egualitario e uniformante è destinata alla rovina. Naturalmente questa tesi gli ha procurato gli anatemi delle pseudofemministe che confondono la sacrosanta battaglia per la parità di genere con l'assurda crociata per l'annullamento del genere. È la dittatura dell'indistinto sessuale, questo farci credere che siamo tutti costitutivamente neutrali e, di conseguenza, sessualmente fluidi. Insomma, siamo tutti etero e gay a un tempo. Se invece sogni il maschio come te lo hanno raccontato nelle fiabe (hai presente quello che sfiora le labbra della Bella addormentata? Sì, lui) e non sei minimamente attratta dall'idea di una esperienza lesbo, per loro sei irrimediabilmente vittima di un condizionamento borghese. Che follia. Ognuno si veste come vuole (ma non per questo può pretendere di piacere a tutti). Ognuno ha il diritto di assecondare le proprie preferenze sessuali (ma non per questo gli altri devono uniformarsi alle sue). Gli stilisti - molti dei quali sono apertamente gay - dovrebbero limitarsi a generare il bello senza pretendere di convertire il mondo al verbo omosex mascherandolo magari per unisex. Dolce e Gabbana non hanno mai celato la propria identità omosessuale, eppure si ostinano ad abbigliare lei e lui senza la confusione del genere interscambiabile. Ché poi di gonnoni maschili, a parte quelli indossati dal figlio di Will Smith, non se ne vedono molti in giro. E le case di moda devono pure vendere. Siamo sicuri che il genderless sia gradito ai clienti? Qualunque sia la risposta, giù le mani dal maschio.

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Commenti

lilli58

Sab, 09/01/2016 - 09:40

qualcuno disse e io lo sostengo ... "vive la difference! ".

Ritratto di do-ut-des

do-ut-des

Sab, 09/01/2016 - 09:50

voi pensate che se esce questa moda non trovate subito chi li indossa mostrandosi in strada!? Qualsiasi pagliacciata, sono già pronti ad indossarli, Un esempio? I pantaloni di jeans con il cavallo alle ginocchia e la cintura all'inguine, i pantaloni di cotone o lana sempre con cavallo alle ginocchia ma stretti alle caviglie che sembrano che indossano una maglia al posto dei pantaloni, orribili tutte e due.

Ritratto di FRANZ58

FRANZ58

Sab, 09/01/2016 - 10:27

No signori, libertà di scelta: i gusti son gusti. Sicuramente quando le DONNE, nel vedere UOMINI che vestono in maniera TRADIZIONALE non andranno incontro a SORPRESE (vale anche per noi UOMINI, credo).

Luigi Farinelli

Sab, 09/01/2016 - 10:42

Qualcuno pensava ad uno scherzo quando, qualche anno fa, ad Oxford girava l'idea di far indossare abiti femminili a studenti e professori. Era già palese a cosa la "provocazione" tendesse. E che dire dei maschietti obbligati a fare la pipì seduti, in certe scuole americane e tedesche (per "evitare complessi alle femminucce"). E che dire dell'abolizione (già da più di un decennio) degli orinatoi nelle università USA e in edifici pubblici tedeschi? In alcuni, un congegno collegato ad una radio ammonisce duramente il fruitore "maschilista" che "qui si la si fa seduti!" Date tempo ai nostri governi "progressisti" e vedrete di quante "meraviglie" politicamente corrette potremo usufruire. (PS: abolire le differenze, significa abbattere la spinta a procreare: è questo che il criminale, perverso e pervertito "Grande Fratello" vuole; un mondo di citrulli androgini, galline d'allevamento dell'élite "illuminata").

Cheyenne

Sab, 09/01/2016 - 10:43

LA FOLLIA NON HA PIU' LIMITI IN TUTTO IL MONDO TERRACQUEO

tzilighelta

Sab, 09/01/2016 - 11:05

Non saprei dire se le boiate più grosse sono quelle scritte da Annalisa Chirico o da Luigi Farinelli! Altro che gender, bisogna chiamare i gendarmi!

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mariosirio

Sab, 09/01/2016 - 11:28

Vi risparmio il preambolo filosofeggiante e dico che i ricconi borghesi che vendono vestiti devono far felice altre femmine benestanti che tanto si fanno di bamba da non capire più la differenza tra il cambio della 500 o un autotreno, col naso tanto ritoccato da non distinguere il puzzo di un cavolo e quello di una rosa. E ovviamente oltre alle balorde riccone da disco devono far felici i loro amicicci con gli occhi a bambi che son tanto fatti di Prozac da vedere il mondo da un oblò e le borghesissime amiche chic dei froscidi che sognano di viaggiare per il mondo in platea, di quelle che tolta la voglia di caviale vanno a mangiare pangasio tra i poveri. Ma poi un uomo che sia un uomo vero come me, si diverte e gode vedendo le cose buffe dei trends e lascia che quelle/i cucinino la propria immagine a piacimento...e preferisce una macchia di aragosta sulla camicia che una camicia aragosta.

Ritratto di stenos

stenos

Sab, 09/01/2016 - 11:38

Devono veramente aver sparso un virus nell'aria, perche' ormai la follia e' senza limiti. Comunque non diventeremo per legge tutti gender, prima che ci riescano la repubblica islamica italiana spazzara' via questi pervertiti..

MEFEL68

Sab, 09/01/2016 - 15:04

Io sono e rimarrò tradizionalista: il panettone a Natale e la colomba a Pasqua. Peggio per chi non capirà più quando è Pasqua e quando è Natale.