La Germania conferma una linea di fermezza a tutela della sovranità e della sicurezza nazionale: i controlli alle frontiere esterne proseguiranno per altri sei mesi, fino a metà marzo 2027. La decisione è stata notificata formalmente alla Commissione europea dal ministro dell’Interno Alexander Dobrindt, come confermato dal ministero e anticipato dalla Bild. Eppure, quando è stata l’Italia ad annunciare la chiusura di una frontiera, solo una, per ragioni di sicurezza nazionale dopo il caos di Ceuta, è stata attaccata dalla Spagna, per non considerare gli attacchi interni provenienti da sinistra. La Germania ha bloccato le sue frontiere esterne da oltre un anno per far fronte all’immigrazione clandestina, com’è suo diritto fare, al pari di altri Paesi di area Schengen, come la Francia con l’Italia, i quali hanno reintrodotto i controlli tra il disinteresse generale.
La Germania sostiene che la proroga dei controlli, attivi dal settembre 2024 e precedentemente fissati fino al 15 settembre 2026, si rende indispensabile a fronte della continua pressione migratoria e della necessità prioritaria di contrastare con decisione l’immigrazione clandestina. Per Berlino, il ripristino delle verifiche confinarie rappresenta un baluardo strategico fondamentale anche per stroncare il business criminale dei trafficanti di esseri umani. “L’evoluzione della situazione ai confini esterni dell’Europa dimostra chiaramente che il presidio delle frontiere è l’unico strumento efficace per respingere i flussi illegali”, ha ribadito il ministro tedesco Dobrindt. La misura era già stata preannunciata a fine luglio dopo le tensioni registrate nella città autonoma spagnola di Ceuta, episodio che ha evidenziato quanto rimanga precaria la tenuta delle frontiere esterne dell’Unione.
A introdurre per primi i controlli sono stati gli esponenti del governo semaforo dell’Spd, con la motivazione di bloccare gli ingressi irregolari: la stessa dell’Italia per l’introduzione dei controlli con la Spagna meno di un mese fa e l’anno scorso con la Slovenia, sul confine orientale. Ora i controlli vengono ulteriormente consolidati dalla visione del centrodestra, determinata a mantenere alta la guardia e a garantire la sicurezza dei cittadini tedeschi, superando le resistenze e le critiche sollevate in sede europea. La notifica passa ora all’esame della Commissione europea per il formale via libera fino al marzo 2027. La tendenza dei Paesi europei a sospendere Schengen sembra ormai consolidata, frutto della necessità di proteggere gli interessi interni. Una motivazione che trova valide ragioni rispetto alla scelta della Spagna, che ha chiuso Schengen con l’Italia come forma di ripicca e ritorsione per la precedente chiusura attuata dal governo Meloni dopo Ceuta. Nel frattempo, la Svizzera che non è Ue e non è Schengen e non ha mai rimosso i controlli alla sua frontiera, ha informato l’Italia che dai prossimi giorni partiranno gli aerei per rimpatriare i migranti che, secondo Berna, sono di competenza di Roma.
