Roma, la metro Repubblica "festeggia" i primi sei mesi di chiusura

A sei mesi dalla chiusura della stazione metro Repubblica i commercianti della zona organizzano una "festa" per denunciare l'immobilismo dell'amministrazione

È stato un brindisi amaro quello consumato oggi dagli esercenti di piazza della Repubblica e dintorni. La fermata della metro Repubblica è ancora chiusa e all’orizzonte non si vedono certezze.

Il solo dato certo è che sono passati sei mesi esatti dal rovinoso crollo di una delle scale mobili dello snodo e dall’inizio di questa incredibile odissea che per i commercianti della zona ha significato una drastica riduzione degli incassi. “La chiusura della metro – ci aveva raccontato all’inizio di marzo Angelo Mantini, negoziante e presidente Comitato Riapertura Metro Repubblica – ci ha messi in ginocchio: per alcune attività gli introiti si sono ridotti addirittura del 70 per cento”.

Così giorno dopo giorno, settimana dopo settimana, in un continuo ricorrersi di promesse e smentite, rumors e dichiarazioni, il caso della mancata riapertura della metro è diventato un vero e proprio “giallo”. E sono andate incontro alla stessa sorte sciagurata anche altre due fermate della lina A: Barberini e Spagna. Nasce da qui l’idea del Comitato Riapertura Metro Repubblica di “festeggiare” i primi sei mesi di chiusura portando provocatoriamente in piazza una torta e dello spumante ma anche uno striscione con scritta la sola parola che può venire in mente pensando a questa storia: “Vergogna”. Sempre messe nero su bianco dai manifestanti ci sono delle scuse da recapitare ai turisti che si devono districare nella giungla dei mille disservizi del trasporto pubblico capitolino: “Roman people apologize to turists” (I cittadini di Roma si scusano con i turisti).

“La scale mobili – denuncia Mantini che da otto giorni ha iniziato una protesta permanente – sono pronte già da due settimane e sono già state omologate, non capiamo cosa stia aspettando l’Atac a dare l’ok per i collaudi”. Chi protesta si sente preso in giro. L’assessore alla Mobilità della Capitale Linda Meleo aveva promesso che lo snodo avrebbe riaperto i battenti “prima di Pasqua”. Poi sono arrivate le dichiarazioni del direttore legale di Atac, Franco Middei, a spegnere le speranze parlando di “previsioni” ancora tutte da formulare.

“Nei giorni scorsi – spiega Mantini – siamo stati contattati dalla Meleo che ci incontrerà il 29 aprile in Campidoglio”. Insomma, prima di quella data si continuerà a brancolare nel buio. “L’auspicio – conclude polemico il negoziante – è di non vederci costretti a spegnere nuove candeline”.