"Il mio Joker fuori di testa è il più cattivo di sempre"

Il rocker e premio Oscar racconta il suo ruolo, che fu anche di Nicholson, in "Suicide Squad"

Di Suicide Squad si è già parlato così tanto che non ha bisogno di ulteriori presentazioni. L'ultimo dei film tratti dalle strisce di DC Comic, basato sul fumetto ideato da Robert Kanigher e Ross Andru nel 1959, sarà al cinema venerdì prossimo negli Stati Uniti per arrivare in Italia il 13 agosto, e da ieri i pochi giornalisti che hanno avuto modo di vederlo possono finalmente dire la loro. I pareri sono discordanti. C'è chi dice che per gli appassionati del genere sia un buon lavoro, altri lo trovano confusionario. In ogni caso il film, diretto da David Ayer e destinato comunque a fare benissimo al botteghino, si avvale delle performance di un cast di ottimi attori. Tra Cara Delevingne, Will Smith, Margot Robbie, Viola Davis, Adewale Akinnuoye-Agbaje, Joel Kinnaman e Jared Leto ad emergere, per la loro storia e per la loro capacità interpretativa, sono soprattutto la Robbie e Leto che vestono i panni di Harley Quinn e del Joker. Pazzi e innamorati, credibilissimi nella loro follia.

Jared Leto è un musicista (è il frontman dei 30 Second to Mars) ed è un attore di talento, riconosciuto da un Oscar ottenuto due anni fa per Dallas Buyers Club, ma la responsabilità di interpretare una figura così popolare nel cuore dei fan dei fumetti e dei cinefili è stata tanta. "Ho scoperto che sono 75 anni che il Joker è raccontato, sulle strisce comiche, ma anche in tv, radio e naturalmente al cinema, Jack Nicholson, Heath Ledger, Cesar Romero. Quando l'ho scoperto ero persino sollevato. Il fatto che ce ne fossero così tante versioni mi dava la possibilità di crearne una nuova, la mia".

Come lo ha creato il suo Joker?

"Inizialmente ho fatto ricerche, ho studiato, c'erano alcune cose che dovevano esserci, il rossetto, i capelli verdi, ma poi ho capito che dovevo usare la fantasia, trovare una mia strada, come nell'alpinismo".

Cioè?

"Io amo scalare e fra gli scalatori c'è un termine, first descent, che indica quando una montagna non è stata ancora scalata o, se scalata, si prova una nuova via mai percorsa. Ecco, il mio Joker doveva essere una first descent ".

Si raccontano leggende su di lei, che per tutto il tempo delle riprese se ne sia stato da solo e abbia mandato regali inquietanti ai colleghi. È stato un modo per entrare nella parte?

"Dovevo entrare nella mente di uno psicopatico, la solitudine, i regali sono serviti anche a quello. Ho mandato anche cose carine, come dei pasticcini... non sono sicuro che sarebbe stata una buona idea mangiarli, ma erano comunque pasticcini".

Come ne esce quando ha finito le riprese?

"Ci vuole un po' di tempo, ma poi rientri nel tuo ambiente, in famiglia e il Joker se ne va".

C'è qualcosa che la accomuna al Joker?

"Non sono un sociopatico ma sono un tipo solitario, un pochino, in un senso più salutare. Mi piace stare da solo. Non lo sono spesso perché amo lavorare e il mio lavoro è in mezzo alla gente, ho trenta dipendenti, faccio musica, mi occupo anche di nuove tecnologie".

Ci spiega?

"Sono fra gli investitori di Uber e Airbnb e altre nuove compagnie. Mi piace, perché è affascinante e mi insegna nuove cose, oltre a darmi la possibilità di lavorare con menti geniali. Molti non sanno nemmeno che dirigo film, soprattutto documentari: è appena uscito Great Wild Open e lo raccomando soprattutto a chi ama la natura, racconta dei grandi spazi aperti e degli avventurieri che per la prima volta li hanno esplorati. Quest'anno si celebra il centenario dei parchi nazionali negli Stati Uniti e così sono stati creati cinque short che celebrano questi spazi bellissimi".

Sembra che la musica stia diventando marginale nella sua carriera.

"Non è così, proprio ora sono in studio di registrazione per il mio quinto album. La musica mi dà cose che altri lavori non mi danno. Sono stato dappertutto nel mondo, ho suonato, tenuto concerti, passato del tempo, mangiato buon cibo di altre culture e questo lo devo al mio essere musicista".

Suicide Squad sembra il prologo a un film interamente dedicato al Joker.

"Mi piacerebbe, lo spero. Dipende da come va questo film, e a come l'audience risponde al mio Joker, io mi sono divertito a interpretarlo. Il motto del film è: qualche volta è bello essere cattivi e il Joker è il perfetto cattivo".