Torna Don Backy: «Questo disco forse è l'ultimo»

Antonio Lodetti

Tutti lo ricordano per L'immensità, ma Don Backy è un cantautore di lungo corso che ha scritto importanti pagine nella storia della canzone italiana e un artista che ha militato (per poi uscirne con enormi polemiche) nel glorioso Clan di Celentano. Don Backy è anche scrittore di lungo corso; a maggio uscirà - in occasione dei 50 anni dalla prima stesura per Feltrinelli, il suo romanzo Io che miro il tondo e la favola Sognando, ma ciò che interessa ora è il suo ritorno alla canzone con un album, Pianeta donna, dedicato all'universo femminile. «Attraverso un puzzle di storie ho voluto raccontare il mondo delle donne dal mio punto di vista - dice Don Backy - soprattutto ora che non passa giorno senza violenza su di loro». Il cantautore si rimette in gioco dunque con il singolo apripista Brinderò. «Forse questo è il mio ultimo disco; ho tante canzoni pronte ma dipende come sarà accolto questo dal pubblico, altrimenti mi dedicherò solo ai libri. Spero almeno di rientrare dalle spese. Curiosamente è un disco costruito per telefono con il mio arrangiatore Enzo Polito». Ma cosa pensa un vecchio pirata della canzone come Don Backy della musica moderna? «Non la seguo. Ho cercato di presentare Brinderò più volte a Sanremo ma l'hanno sempre bocciata. Il fatto è che noi eravamo gente da strada, quattro accordi e via... i giovani di oggi sono troppo preparati ma perdono di vista la melodia e la semplicità della canzone. Guardi Gigi D'Alessio, che ha rifatto L'immensità all'ultimo Sanremo. Ha voluto farla in 5/4 anziché in 4/4 e l'ha completamente stravolta». Delle polemiche con Celentano Don Backy non parla più (tranne un breve accenno polemico: «Dice che trova gente nel suo giardino? Ma lui non è per l'accoglienza?») eppure la sua storia è piena di vicende curiose e strane. Basti pensare al classico Pregherò, versione italiana di Stand By Me... Pochi sanno che è stata scritta da Don Backy. «La versione italiana l'ho scritta io, e avrebbe dovuto inciderla Ricky Gianco, ma a Celentano piacque così tanto che cominciò a interpretarla tutte le sere nei suoi concerti dicendo al pubblico: Questa la canto dal vivo ma poi la inciderà Ricky Gianco. Però il brano divente un tale successo che alla fine la registrò Adriano e io scrissi per Ricky l'ideale seguito di Pregherò, ovvero Tu vedrai».