"Vi racconto T2 Trainspotting, il sequel vent'anni dopo"

Il regista Danny Boyle racconta il film T2 Trainspotting, il sequel del primo film dopo vent'anni. Il 23 febbraio sarà in tutti i cinema italiani

Dopo vent'anni di attesa arriverà in tutte le sale italiane il 23 febbraio il film "T2 Trainspotting" (guarda il trailer), il seguito del celebre film che fece appassionare milioni di persone di tutto il mondo.

Ritroveremo così Mark Renton interpretato da Ewan McGregor che torna a Edimburgo da Amsterdam, Spud (Ewen Bremner), Sick Boy (Jonny Lee Miller) che si divide tra sniffate di coca, ricatti a uomini ricchi e il suo locale e infine Begbie (Robert Carlyle), che scappa dalla galera con un escamotage per ritrovare un figlio molto diverso da lui che non ha mai visto crescere.

I problemi dei quattro e del film sono sempre gli stessi mentre il regista Danny Boyle, premio Oscar per “The Millionaire”, affida ad Huffington Post i suoi pensieri: “Sono il primo ad essermi affezionato a loro, ma ci ho messo tanto a girare il seguito, perché non volevo rischiare di sbagliare e deludere i tanti fan. In fondo tutti pensavamo che sarebbe stato bello un giorno poter rivedere i quattro protagonisti di nuovo insieme, ma la grande sorpresa è stato l'impatto emotivo”.

“Venti anni dopo – ha aggiunto – ci è bastato guardare i loro volti e il grande pathos che c’era, un qualcosa che ha a che fare con la nostra consapevolezza del tempo che passa, per loro e per noi. Scegliete la vita (come suggerisce Renton/McGregor nel film, ndr) e date al tempo un valore giusto”. Il film, secondo il regista, “non è un film sociale alla Ken Loach perché tutti i protagonisti vivono in una bolla al di fuori del mondo reale, come non vuole essere affatto una denuncia politica, ma un film sul tempo e su come un gruppo di uomini affronta il suo trascorrere e l’età adulta”. “Tutti loro – ha aggiunto - sono cresciuti ma restano i falliti di sempre, solo che adesso sono alle prese con continue crisi d’ansia e con quella consapevolezza di non aver combinato nulla di buono”.

Poi Boyle si sbilancia e racconta il film: “Begbie, prevedibilmente, è in prigione. Spud, invece, è per strada. Renton fugge ancora dalla voglia di vendetta di Begbie, come di Sick Boy Simon, anche se in misura minore. Simon continua a spacciare. Vive in ristrettezze economiche, ma si sente sempre un gradino al disopra delle circostanze in cui è coinvolto. Non è contento del ritorno di Renton, e così cerca di accoglierlo in modo che Begbie possa vendicarsi anche per conto suo. Renton è un osservatore. Guarda quel che fanno gli altri, e si regola. È un narratore, un analista, in fondo, che è un ruolo piuttosto passivo rispetto ai folli che stanno intorno a lui. Ewan apporta carisma ed intelligenza al ruolo; grazie a ciò Renton attira le persone e li porta dalla sua. La cosa buffa è che Jonny ed Ewan si sono frequentati per tanto tempo, oltre ad essere stati soci in affari.

Qui hanno un rapporto molto stretto, simbiotico, paragonabile a Sick Boy Simon e Renton. Nel film entrambi i personaggi vorrebbero essere l’altro. Simon vorrebbe essere intelligente e distaccato come Renton. Da parte sua, Renton invece vorrebbe essere entusiasta e di successo come Simon. Sono tante le caratteristiche che si invidiano. E questa incredibile rivalità e il loro profondo e radicato rispetto, emerge nel nuovo film. Spud è un amabile perdente, ma grazie alla interpretazione di Ewen non si spoglia mai della sua umanità. Il ruolo ora è ricco di pathos e profondità, sorti con l'età. Penso che questa volta spezzerà il cuore di un paio di persone. In alternativa, Begbie è sempre un folle. E in T2 Trainspotting non è ancora del tutto riabilitato. Prova ancora una rabbia incredibile. Ovviamente bisogna mostrare un certo cambiamento dei personaggi, e quello che Bobby ha fatto su di lui, è aggiungergli qualche particolarità. Ora sente il timore di chi sa di seguire la strada sbagliata, ma non riesce a resistere. E' bello vedersi insinuare questo dubbio nella sua prestazione”.