Allegri dà la cura a psico Juve «Le finali perse? Basta ansia»

Il tecnico tranquillizza i suoi: «Qui c'è troppa negatività Mi dà fastidio. Ne abbiamo giocate otto, non fallite sei»

Torino Nessuna ansia. Ma solo la gioia di partecipare a un evento meraviglioso come la finale di Champions. Per la seconda volta in tre anni. Protagonista la Juventus, ovviamente. Onnivora in Italia, super in Europa. Secondo alcuni, pure favorita nella sfida al Real: «È giusto che ci si creda spiega Allegri -. Ma di sicuro non siamo noi i favoriti. Il Real negli ultimi anni ha vinto due Champions: i favoriti sono loro. Noi dobbiamo solo rimanere sereni». È il mantra del tecnico, uomo normale che della normalità vuole fare uno stile di vita anche nella settimana più calda: «Serviranno calma ed equilibrio, perché la finale non prevede rivincita». Sorrisini di circostanza, sapendo di avere parecchie frecce al proprio arco. Volendo godersi l'atmosfera ma senza farsi travolgere: «Siamo dentro la centrifuga ed è bello starci. Lunedì penseremo a quanto fatto in questi tre anni e, se avremo vinto la Coppa, dovremo essere soddisfatti».

L'obiettivo è quello e non ci si può nascondere. Cambia l'approccio al tutto: «Abbiamo riempito il calendario fino all'ultimo giorno ed era quello che volevamo: fare troppi allenamenti stufa. Nel corso della settimana bisognerà risparmiare energie mentali. Affronteremo i prossimi giorni come se preparassimo una partita normale: poi, sabato, vivremo una grande serata». La ricetta: «Spegnere l'interruttore terminato l'allenamento e riaccenderlo il giorno seguente». Facile a dirlo, meno farlo. Anche perché da queste parti pesano le tante sconfitte ottenute nel giorno calcisticamente più importante dell'anno: «Nessuna psicosi, invece. La negatività porta negatività, la positività porta positività. Nella sua storia la Juventus ha giocato 8 finali, non ne ha perse 6: arrivare in fondo è straordinario. Poi è chiaro che se si vince siamo tutti più felici. Siamo al posto giusto nel momento giusto. L'ansia mi dà fastidio, è una roba brutta».

Quasi più psicologo che allenatore, quindi. «Fiducia, consapevolezza e convinzione saranno fondamentali. Rispetto alla finale di due anni fa, siamo migliorati tutti. Giochiamocela». Contro un Real «che ha fatto tanti passi avanti durante l'anno. Zidane ha già dimostrato di essere un grande allenatore: l'innesto di Casemiro ha dato grande equilibrio in mezzo al campo». Chiamato, lo Zizou che a Torino la Champions non l'ha mai vinta, a scegliere anche tra Isco e Bale: «Con il primo sono più tecnici e imprevedibili, con il secondo più capaci di andare in profondità», spiega Allegri. Desideroso di coccolare Higuain, anche: «Prima di Monaco, si diceva non segnasse mai in Champions: una doppietta ha zittito tutti. Ma contro il Barcellona aveva giocato splendidamente senza segnare: farà una grande partita, tranquilli».

All'orizzonte, nessun voto tipo quello di Nicola che, per festeggiare la salvezza del Crotone, raggiungerà Torino in bici dalla Calabria: «Dopo aver percorso otto km in salita, ho capito che le due ruote non fanno per me». Probabile pensi anche che il destino non ce lo si ingrazi così. Basta rimanere tranquilli, sdrammatizzando il tutto. «Sarà la partita più importante della mia carriera? La seconda, in realtà. Perché la prima l'abbiamo persa a Berlino. Stavolta dovrà andare diversamente».