Anastasi, 70 anni con Charles nel portafoglio

Il compleanno del grande ex juventino. "Charles era il mio idolo, lo porto sempre con me. La rovesciata di CR7? Io ne feci mezza ma vinsi l'Europeo"

Di lui Vladimiro Caminiti un giorno scrisse: "Caccia il goal come uno stallone la femmina". Oggi Pietro Anastasi spegne 70 candeline e ricorda perfettamente quella frase: «Sì, perché ero imprevedibile, estroso, ma soprattutto istintivo, un tratto che ha fatto la differenza nella mia carriera».

L'istinto da una parte, la casualità dall'altra. Cosa accadde all'aeroporto di Catania?

«Il ds del Varese Casati, che era in Sicilia per vedere appunto Catania-Varese, lasciò il suo posto sull'aereo a una donna incinta. Si fermò un giorno in più e su suggerimento di un barista decise di venirmi a vedere. Giocavo nella piccola Massiminiana. Fu la svolta della mia vita».

Dal Varese alla Juventus, da un piccolo club all'olimpo del pallone.

«Un sogno che si avverava. Sono juventino nel cuore e quando Charles veniva a giocare a Catania io facevo il raccattapalle e impazzivo per quel meraviglioso centravanti».

Conserva ancora la foto con il suo idolo?

«Sì, è nel portafoglio. Mia moglie mi rimprovera bonariamente sostenendo che dovrei riporre la sua o quella dei nostri figli».

Oltre al suo compleanno c'è un altro anniversario, i 50 anni della vittoria agli Europei.

«Ho avuto la fortuna di esordire in finale e di segnare. Non avrei potuto chiedere di meglio»

E a questa Nazionale cosa si può chiedere?

«Di scegliere Ancelotti come allenatore, anche se ci sono problemi di materia prima. Abbiamo buoni giocatori, ma nessuno che fa la differenza. Non vedo oggi un erede di Rivera, Mazzola, Riva, Baggio, Del Piero o Totti. Purtroppo gli stranieri stanno danneggiando i vivai».

Qualcuno l'ha definita un "falso nueve". Ha anticipato Del Bosque e Guardiola sotto l'aspetto tattico?

«Mi muovevo su tutto il fronte d'attacco. Giocavo da centravanti, ma anche da seconda punta. Qualcuno dice di rivedermi in Rooney, ma se posso azzardare un accostamento mi sento più vicino a Dybala».

A proposito dell'argentino, ha steccato come tutta la Juve contro il Real. Possibilità di rimonta a Madrid?

«Ho grossi dubbi, ma non perdo la speranza. Ronaldo ha messo a segno un gol stellare. Ci provai una volta contro il Milan in rovesciata, ma senza fortuna. Però alla Jugoslavia segnai in semi-rovesciata. Fu una rete strepitosa».

Quale Juve preferisce, quella che sta per vincere il settimo scudetto di fila o la sua?

«Oggi il calcio è più dinamico. Ai miei tempi c'era maggior romanticismo. I tifosi meno giovani rimpiangono quegli anni».