«Il Catania comprava le partite» Arrestato il presidente Pulvirenti

In manette i vertici del club: fermati anche l'ad e il ds. Per l'accusa avrebbero aggiustato sei match per evitare la retrocessione

N emmeno il tempo di mettere in archivio l'ultima stagione ed ecco una nuova puntata del calcio sporco. Nel mirino ci finisce la serie B, in particolare una nobile decaduta - il Catania - salva per due punti al termine di un campionato decisamente al di sotto delle aspettative.

La digos del capoluogo etneo ieri mattina ha arrestato su ordine della locale procura sette persone, tra le quali, oltre a scommettitori e procuratori sportivi, anche i vertici della squadra rossazzurra: il presidente Antonio Pulvirenti (che tramite il proprio legale s'è detto «estraneo» alle accuse e «certo di dimostrare la totale estraneità ai fatti»), l'amministratore delegato Pablo Cosentino e il ds Daniele Delli Carri (quest'ultimo ai domiciliari), accusati a vario titolo di frode in competizioni sportive e truffa.

Va detto che il Catania, anche se di striscio, era stato lambito anche dall'indagine «dirty soccer» della Dda di Catanzaro, che aveva scoperchiato un presunto sistema di combine che riguardava Lega Pro e dilettanti. Ma tra i tentativi di pilotare gare indicati in quell'indagine, erano emerse trattative su Catania-Crotone, indicata come «1» fisso ma terminata pari.

Adesso nel mirino dei magistrati siciliani per l'inchiesta «treni del gol» oltre agli arrestati e ai 19 indagati finiscono sei match della serie cadetta, e su cinque di questi la procura «ritiene accertata la combine», mentre l'ultimo, Catania-Avellino 1-0 del 29 marzo, è ancora sotto il fuoco degli inquirenti. Si tratta, in pratica, degli incontri giocati dal Catania tra la 33esima e la 39esima giornata (con l'esclusione della trasferta a Bologna, con sconfitta per 2-0), e coincidono con la «rinascita» primaverile: cinque vittorie consecutive e un pareggio che hanno «salvato» di fatto la stagione ai siciliani. E che, se fosse confermato che il filotto è frutto di combine, potrebbero ora condannare il club etneo. Il procuratore capo di Catania, Giovanni Salvi, ha annunciato la trasmissione degli atti alla giustizia sportiva. Oltre al match con l'Avellino ancora sotto indagine, le partite «truccate con somme di denaro versate a giocatori» sono: Varese-Catania 0-3 (indagato il difensore della squadra di casa Riccardo Fiamozzi), Catania-Trapani 4-1 (indagati Luca Pagliarulo e Antonino Daì tra gli ospiti), Latina-Catania 1-2 (indagato tra i pontini Matteo Bruscagin), Catania-Ternana 2-0 (nessun indagato) e Catania-Livorno 1-1 (l'indagato tra i toscani è Alessandro Bernardini).

L'inchiesta è cominciata, paradossalmente, quando Pulvirenti s'è presentato in procura perché spaventato dalla pressione della tifoseria per la classifica deludente. Da qui il via alle attività di indagine, che poi hanno preso una piega sinistra quando grazie alle intercettazioni gli inquirenti si sono imbattuti nella «campagna acquisti» di incontri decisivi per la salvezza della squadra siciliana (ma è finito coinvolto parallelamente anche il Messina: tra gli indagati il patron della squadra dello Stretto, Pietro Lo Monaco, l'ad Alessandro Failla e il ds Fabrizio Ferrigno. E proprio il linguaggio scelto in quelle telefonate per aggiornarsi sulle trattative ha dato il nome all'operazione «treni del gol». Perché i «treni in arrivo» erano i calciatori «disponibili» a trattare, e l'«orario d'arrivo» indicava invece il numero di maglia per identificare i calciatori delle squadre avversarie complici delle combine, e remunerati per i loro servizi con circa 10mila euro. Tra chi chiacchiera al telefono c'è anche il presidente Pulvirenti, intercettato sia mentre parla di «treni» in arrivo con il Ds Delli Carri impegnato in una trattativa per il treno «di venerdì» (ossia il vittorioso anticipo con la Ternana), chiedendo di chiamarlo dopo per aggiornarlo, sia mentre afferma di aver «inquadrato il campionato di serie B» aggiungendo sicuro: «L'anno prossimo arrivo primo». E l'ex calciatore del Modica Giovanni Luca Impellizzeri, ora titolare di un agenzia di scommesse, prima esulta per le vittorie in serie («'mbare andiamo nei playoff, andiamo!», dice a un amico), poi concorda («Questo è sicuro!») con l'interlocutore che tirando le somme della stagione gli dice: «Troppo scarsi... Se non ci pensavamo noi per queste cinque partite eravamo retrocessi veramente». E proprio sulle scommesse la procura è ancora al lavoro visto che molte delle partite sotto accusa (come Varese-Catania e Catania-Trapani) avevano registrato flussi anomali di scommesse con conseguenti crolli delle quote, visto che molte puntate erano peraltro coerenti con il risultato finale dei match. E mentre il presidente della Lega di serie B, Andrea Abodi, assicura che «non darà tregua ai responsabili di queste nefandezze, perseguendoli in sede sportiva e penale», il presidente del Coni Giovanni Malagò taglia corto: «È una vergogna, non c'è mai limite al peggio».

di Massimo Malpica

Roma