Venezia in delirio per lo scudetto del basket Il titolo torna in laguna dopo 74 anni d'attesa

E Bucci, il patron tifoso della Virtus, festeggia la promozione nonostante il tumore

Tirate fuori la barca dei dogi. La Reyer torna campione d'Italia vincendo 81-78 sul campo delle aquile di Trento, una squadra meravigliosa che fino in fondo ha cercato di colpire col rostro nemici che avevano di tutto, di più, ma che hanno dovuto cercare nel fondo del loro cuore per trovare un titolo sognato per tanto tempo. Vecchia Reyer allegria, un brindisi dietro al doge Stone, al magnifico Filloy che è l'anima vera del gruppo insieme a Ress, al superbo Ejim, mentre Tonut è la speranza del domani.

Verdetto giusto o soltanto crudele? Ci vorrà tempo per capire. Gloria a Walter De Raffaele che ritrova sui monti il titolo perduto nel suo mare livornese quando era giocatore e lo allenava Bucci oggi in festa con la Virtus. Lacrime dalla luna aspettando di capire cosa tengono in tasca i bassotti di Trento. Venezia sembra avere la fame giusta, ma poco a poco si mangia la prima dote anche perché Hogue, l'eroe triste di gara cinque, diventa un lupo: i suoi 8 punti tengono a galla Trento che al primo intervallo pareggia sul 17-17 con l'unico canestro di Gomes, il più spento insieme a Shields.

La Reyer torna cloroformizzata per il secondo quarto e si prende un parziale di 8-0 con Satton, entrato in quintetto base e roccioso anche se zoppicante, con Craft tenta la fuga, il più 11 delle Aquile scuote però Venezia che si riaffida a Ress, subito un tiro da tre, ma, soprattutto, comincia a dare retta a Julian Stone il faro nella nebbia che ritrova l'ispirato Ejim e scatena Haynes. Da 31 a 20 l' erosione sulle rocce trentine riporta la Reyer sul 34-33 con il tiro da lontano del geniaccio della Virginia. Buscaglia mescola le carte, le tenta tutte ma deve accontentarsi di un più uno a metà gara (36-35) salvato da qualche rimbalzo in più (21-19) da molti tiri liberi in più (8 su 9 contro l'1 su 1 di una Venezia che non riesce ad attaccare il canestro) da qualche palla persa in meno (6 a )) anche se la Reyer tira poco meglio da tre 4 contro 6 per 15 tentativi di entrambe.

Venezia sembra entrare nella laguna dei sogni ma Sutton 23 punti la riprende e cerca di affondarla. Finale baticuore, ma dopo 74 anni la vecchia Reyer vince il suo scudetto, l'ultimo era del del 1943 quando garbosi e i fratelli Steffanini batterono il giovane Gassman e la Mussolini Roma.

Il terzo quarto sembra decidere tutto. Qualche schiaffone, zone adattate che mandano in confusione giocatori stanchi. La Reyer ispirata da Filloy (9 punti), speriamo futuro azzurro, dà una spallata che sembra decisiva. Insomma passa dall'abisso del meno 11 del 2° quarto al più 12. Si illude di aver preso le penne nobili delle aquile. Errore. Forray, altra anima argentina, risveglia Trento insieme a Sutton al terzo intervallo Venezia si è tenuta una dote minima (51-56).

Celebrando i campioni non possiamo dimenticare il ritorno della Virtus Bologna in serie A. Lo facciamo parlando con il suo profeta di oggi, il presidente Alberto Bucci che fu anche il dottor Stranamore capace di portare le Vu Nere allo scudetto della stella: «Operazione recupero riuscita, magari andasse anche così la mia chemioterapia, ma vittorie come quella di Trieste che ci hanno riportato in serie A fanno dimenticaretutto. Non ho dormito perché ero davvero felice, con Massimo Zanetti, l'uomo che ha stabilizzato la situazione economica, conquistato da questi ragazzi, ha preso un aereo privato dalla Grecia per essere al pala Rubini, si faranno progetti seri. Personalmente sarei per la formula 5 stranieri e 7 italiani da far giocare sul serio. Siamo di nuovo in marcia. Un bel gruppo un eccellente allenatore come Ramagli, una società che ha rinnovato tutto, ma non dimentica la sua grande storia i 15 scudetti e le 13 coppe europee».