La stagione della scherma è già azzurra. Ed è quella che guarda già alle Olimpiadi 2028 di Los Angeles: la Coppa del Mondo vale infatti per determinare i ranking da cui emergeranno le qualificazioni. Dopo un 2026 mondiale ed europeo super, l’Italia non poteva partire meglio con 10 podi - sulla rotta per i Giochi: basti pensare che soltanto nel fioretto femminile il gruppo guidato da Simone Vanni a Takamatsu, in Giappone, è capace di infilzare il mondo. Un favoloso en plein: il podio individuale tutto tricolore (Martina Favaretto prima, Martina Batini seconda, Arianna Errigo e Alice Volpi terze, non succedeva dal 2024) è stato sublimato dal trionfo a squadre in finale sull’Ungheria (45-30). Tra la Favaretto iridata e mamma Errigo, instancabile, gli scenari si prospettano assai lusinghieri.
Il Dream Team rosa non perde da 15 mesi: è all’ottava vittoria di fila. Un’impressionante supremazia che si allunga mentre i fiorettisti, fermatisi agli ottavi individualmente, si sono riscattati a squadre con un 3° posto su Hong Kong (45-35) dopo la beffarda sconfitta in semifinale dal Giappone. Il fioretto è un’arma che non tradisce mai. E anche la spada non lesina gioie: si rinnova e lancia da Casablanca Roberta Marzani al primo successo in carriera, Alberta Santuccio terza e Matteo Galassi secondo, sino alla squadra (Santuccio, Caforio, Paulis e Traditi) in finale contro la Russia ma ko 32-31 al supplementare con la Santuccio infortunata, e gli uomini Mencarelli, Galassi, Di Veroli e Santarelli out agli ottavi. Senza podi, infine, resta la sciabola, impegnata a Orano: in attesa di una reazione in chiave Giochi Europei di Istanbul e Mondiali uzbeki di Tashkent, la federazione ha impresso una svolta tecnica cambiando dt maschile, da Andrea Terenzio a Leonardo Caserta. Dopo l’oro olimpico delle spadiste a squadre, l’Italia che si conferma una potenza, si attrezza per invertire la tendenza individuale: l’ultimo oro olimpico resta quello del fiorettista Daniele Garozzo, 10 anni fa a Rio.
