Oltre due milioni di prenotazioni in più nei primi nove mesi del 2026 rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. È quanto emerge dal bollettino di Agenas, l’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali, elaborato sulla base dei dati della Piattaforma Nazionale delle Liste di Attesa aggiornati al 30 settembre. Il monitoraggio segnala anche un miglioramento nel rispetto dei tempi massimi previsti per visite specialistiche ed esami diagnostici, con progressi soprattutto per le prestazioni con priorità urgente e breve. I risultati positivi, tuttavia, non bastano a superare le criticità: circa quattro milioni di prestazioni risultano ancora erogate oltre i tempi massimi previsti.
Quattro milioni di prestazioni oltre i termini
L’incremento delle prenotazioni e il miglioramento del rispetto delle scadenze convivono quindi con ritardi che continuano a interessare un numero elevato di visite ed esami. Una maggiore attività sanitaria, infatti, non garantisce automaticamente che tutte le persone riescano ad accedere alle cure entro i termini indicati nella prescrizione. Il monitoraggio nazionale considera 14 tipologie di prime visite specialistiche e 22 tipologie di esami diagnostici, analizzando le prestazioni in relazione alle diverse classi di priorità. Il perimetro riguarda quindi specifiche attività ambulatoriali e non la totalità delle prestazioni erogate dal Servizio sanitario nazionale.
Le criticità per endoscopie e visite specialistiche
Nonostante i progressi, alcune prestazioni continuano a presentare difficoltà nel rispetto dei tempi. Tra gli ambiti nei quali restano margini di miglioramento figurano gli accertamenti endoscopici e alcune visite specialistiche, per i quali occorre rendere più tempestivo l’accesso alle cure. Tra gli esami che avevano mostrato criticità nel monitoraggio del primo semestre figurava la colonscopia. Nel confronto tra il primo semestre 2025 e lo stesso periodo del 2026, la quota di prestazioni garantite entro i tempi era salita dal 60,8% al 69,8%. Un miglioramento significativo, che lasciava comunque una parte degli esami oltre i limiti previsti.
Differenze regionali e classi di priorità
L’accesso alle prestazioni non è uniforme sul territorio nazionale. I dati del primo bollettino del 2026 evidenziavano differenze tra le Regioni, sia per le prime visite sia per gli esami diagnostici. Un altro elemento importante è la corretta attribuzione delle classi di priorità, che determina i tempi entro cui una prestazione dovrebbe essere garantita. Le categorie previste sono urgente, breve, differibile e programmata. Un’applicazione non omogenea dei criteri può rendere più complesso il confronto tra i territori e influire sull’interpretazione dei risultati. La Piattaforma Nazionale delle Liste di Attesa raccoglie i dati trasmessi dalle Regioni e dalle Province autonome e punta a rafforzare la trasparenza, offrendo strumenti per individuare le aree in cui sono necessari interventi organizzativi.
Agenas: restano margini di miglioramento
Il quadro aggiornato al 30 settembre presenta dunque due aspetti: l’aumento delle prenotazioni e i progressi nel rispetto dei tempi, da una parte; il permanere di ritardi che coinvolgono milioni di prestazioni, dall’altra. Come sottolinea il bollettino, restano “margini di miglioramento, in particolare per gli accertamenti endoscopici e per alcune visite specialistiche”. La sfida è consolidare i risultati raggiunti e ridurre le attese, garantendo un accesso alle cure più tempestivo e omogeneo sul territorio nazionale.
