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come spostare le lancette

Cambio d’ora, stavolta potrebbe essere l’ultima volta: la data e le novità

Tra poche settimane avremo il passaggio dall’ora legale a quella solare: ecco quali sono le motivazioni che vanno verso l’abolizione del cambio d’orario e quale si intende mantenere perennemente

Torna l'ora solare, lancette indietro di un'ora

La data da segnare sul calendario riguarda la notte tra sabato 24 e domenica 25 ottobre quando sposteremo le lancette indietro di un’ora (dalle 3 alle 2) ripristinando l’ora solare. Dopo anni in cui si discute di abolire questo cambio che si verifica ogni sei mesi, non siamo mai stati così vicini a una prossima e futura abolizione mantenendo lo stesso orario tutto l’anno.

Ora legale tutto l’anno?

Nel mese di giugno la Confcommercio ha discusso alla Camera dei Deputati - Attività produttive, commercio e turismo il documento titolato “Indagine conoscitiva sull’impatto dell’ora legale permanente sul territorio nazionale: effetti e ricadute sui settori”. Nel documento di 4 pagine viene spiegato che il mantenimento dell’ora legale “eviterebbe i consueti oneri legati alle variazioni ora legale-solare e, come illustrato dalle stime di Terna, il minore ricorso all’illuminazione artificiale consentirebbe un risparmio energetico e un abbattimento di costi per famiglie e imprese, contribuendo al contempo alla riduzione delle emissioni”.

Pro e contro

Non bisogna dimenticare, però, il rovescio della medaglia legato, soprattutto, allo slittamento in avanti delle ore dell’alba nei mesi invernali “che potrebbero risultare impattanti per specifici comparti economici in determinati contesti territoriali”, spiega Confcommercio. Soprattutto al Nord Italia, infatti, il sole sorgerebbe dopo le 8 del mattino: sarebbero soprattutto le scuole a farne di più le spese con migliaia di alunni già in classe quando ancora fuori è buio.

Non a caso, la Confcommercio sottolinea che sarebbe opportuno che eventuali decisioni in materia “venissero assunte nell’ambito di un quadro quanto più possibile armonizzato, pur tenendo conto delle specificità geografiche e climatiche dei diversi Stati membri”. In tale prospettiva, occorre considerare che nei territori ad alta latitudine i benefici di un’ora di luce aggiuntiva risulterebbero impercettibili, mentre nei Paesi mediterranei, tra cui l’Italia, tale incremento potrebbe contribuire, in determinati casi, a un maggiore utilizzo della luce naturale e all’ottimizzazione dei consumi energetici”.

Il pensiero dell’Europa

La tendenza, però, è legata al mantenimento dell’ora legale tutto l’anno, quella sta per essere sostituita fino al mese di marzo 2027 dall’ora solare. La scelta, però, dovrà essere condivisa con l’Ue. A tal proposito, l’ultima valutazione pubblica ormai molto datata perché risalente al 2018 parlava chiaro: l’84% delle persone era favorevole all’abolizione del cambio d’ora ma tra la pandemia successiva e altre problematiche il tema è rimasto sospeso.

La posizione di Trump

La problematica è stata affrontata negli ultimi giorni anche dal presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, la cui posizione è nettissima. “A nessuno piace cambiare l’ora, me compreso, ma il Congresso ha già introdotto più volte l’ora legale permanente, abrogandola ogni volta che gli americani si trovavano ad affrontare albe assurdamente tardive in inverno”, ha dichiarato, tirando in ballo direttamente il governatore dello Stato dell’Arkansas che ha bloccato il disegno di legge per il discorso legato all’alba che non ci sarebbe prima delle 8.30/9.30 del mattino.

Le parole di Barbarotti

Fra i promotori dell’indagine presentata alla Camera dei Deputati c’è il deputato della Lega, Andrea Barbarotti, che al Corriere della Sera ha spiegato che nei prossimi giorni c’è l’intenzione di riunire Consumerismo No Profit e la Società italiana di medicina ambientale, “promotori della petizione ‘Ora legale per sempre’ che ha già raccolto oltre 350 mila firme verificate su Change.org, per condividere con loro il risultato raggiunto e soprattutto ragionare sui prossimi passi”.

Barbarotti ha spiegato, infine, che nel corso delle indagini alla Camera è emerso che superare il doppio cambio d’orario dà benefici alla salute “perché elimina gli effetti legati alla modifica forzata e ripetuta dei ritmi biologici e circadiani. A questo si aggiungono i possibili benefici sul piano energetico, economico e ambientale: minori consumi, riduzione delle emissioni, effetti positivi per commercio, ristorazione, turismo, trasporti e organizzazione delle attività quotidiane”.

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