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Attualità

“Design e Made in Italy, l’Europa blocchi concorrenze sleali”

Il neopresidente Vismara: “Prodotti ispirati ai nostri, ma senza la qualità”

Foto LaPresse - Mourad Balti Touati 17/04/2018 Rho Milano (Ita) - fiera rho Cronaca Salone del mobile 2018 - Cucine Nella foto: Snaidero, Vision di Pininfarina

«In un contesto internazionale in cui tensioni geopolitiche, dazi e instabilità degli scambi ridisegnano le opportunità per le imprese, l’internazionalizzazione rappresenta una sfida sempre più complessa per la filiera italiana del legno-arredo» il tema al centro dell’Assemblea Generale di FederlegnoArredo. La prova? L’export italiano del legno-arredo è sceso del 3,9% nei primi sette mesi del 2026, con perdite concentrate nei principali mercati di destinazione, secondo l’elaborazione del Centro Studi FederlegnoArredo su dati Eurostat. Nei primi sette mesi del 2026 il 69,1% delle esportazioni della filiera italiana del legno-arredo e stato diretto verso l’Europa, con la sola Ue che ha assorbito il 53% del totale. Ecco quindi che «l’internazionalizzazione resta una leva fondamentale per la crescita della nostra filiera - osserva Elia Vismara, che ieri ha preso il testimone della presidenza di FederlegnoArredo da Claudio Feltrin per il quadriennio 2026/30. - ma oggi non possiamo limitarci a invitare le imprese a cercare nuovi mercati. Bisogna lavorare perché l’Europa contrasti la concorrenza sleale, garantisca un accesso equo ai mercati e alle materie prime e riconosca il valore degli investimenti che le aziende realizzano». Tradotto: «Portare la cultura del bello e del Made in Italy all’esterno è complicato oggi perché spesso ci troviamo a combattere su mercati estremamente concorrenziali, con produttori che si ispirano al nostro Made in Italy ma che non hanno la qualità del prodotto - spiega Vismara-. È sempre più difficile riuscire a farlo percepire, perchè i mercati nuovi spesso faticano a bene interpretare cosa c’è dietro al Made in Italy». Ecco quindi che «la vera sfida - per Maria Porro, presidente del Salone del Mobile - è continuare a essere protagonisti nella definizione del valore, dei linguaggi e dei modelli dell’abitare nel mondo. Il Salone del Mobile è, in questo senso, molto più di un evento fieristico: è un’infrastruttura strategica per la competitività del Paese. Dobbiamo fare del design italiano non solo un’eccellenza da esportare, ma una leva strutturale di crescita e di leadership industriale e culturale per il Paese», conclude.