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Attualità

Distretto manifatturiero del Nord, cinque regioni fanno squadra

Il confronto con i rappresentanti di Confindsutria e ABI sull’accesso al credito, il sostegno agli investimenti e i provvedimenti a favore delle imprese

Guido Guidesi
Guido Guidesi

Rafforzare la competitività del sistema produttivo, coordinare gli strumenti di sostegno alle imprese e costruire una posizione comune sulle politiche industriali nazionali ed europee. È l’obiettivo del Distretto manifatturiero unico del Nord, che dopo gli appuntamenti di Milano e Torino ha riunito nuovamente le cinque Regioni aderenti Emilia-Romagna, Liguria, Lombardia, Piemonte e Veneto in occasione del World Manufacturing Forum, venerdì a Milano. Al centro del terzo incontro, il confronto con il sistema bancario e le rappresentanze regionali di Confindustria, per tradurre le esigenze del tessuto produttivo in proposte concrete.

Al tavolo erano presenti i cinque assessori regionali allo Sviluppo economico: Vincenzo Colla per l’Emilia-Romagna, Alessio Piana per la Liguria, Guido Guidesi per la Lombardia, Andrea Tronzano per il Piemonte e Massimo Bitonci per il Veneto. La giornata si è articolata in due sessioni, dedicate rispettivamente al dialogo con l’Associazione bancaria italiana (Abi) e al confronto con i vertici delle Confindustrie regionali. Per l’Abi hanno partecipato Alessandro Azzi, presidente della Commissione regionale Lombardia, Cristian Berselli per l’Emilia-Romagna, Stefano Cappellari per il Piemonte, Sergio Bava per il Veneto e Gianluca Guaitani, già presidente della Commissione regionale Liguria. Presente anche Gianfranco Torriero, vice direttore generale vicario dell’Abi nazionale. Per Confindustria sono intervenuti i presidenti regionali Giuseppe Pasini (Lombardia), Andrea Amalberto (Piemonte), Mario Gerini (Liguria) e Riccardo Fava (Emilia-Romagna). Il Veneto era rappresentato dal direttore generale di Confindustria Veneto, Carlo Stilli. Il primo nodo affrontato riguarda l’accesso al credito, in particolare per le piccole e medie imprese che costituiscono una componente essenziale delle filiere manifatturiere settentrionali. Il confronto con il sistema bancario ha approfondito le necessità delle aziende in vista dei prossimi provvedimenti nazionali, mettendo in evidenza l’esigenza di riformare il Fondo centrale di garanzia per offrire alle imprese maggiore certezza e stabilità nella programmazione degli investimenti. Tra le priorità individuate figura lo sviluppo di strumenti innovativi di sostegno al credito, il più possibile uniformi e coordinati tra le cinque Regioni. Particolare attenzione sarà riservata alle micro e piccole imprese, alle startup, ai percorsi di patrimonializzazione e al passaggio generazionale. Sul tavolo anche l’ipotesi di introdurre garanzie di filiera, valorizzando la solidità finanziaria delle aziende capofila per agevolare l’accesso ai finanziamenti delle imprese fornitrici. Il risultato operativo più immediato è l’accordo per istituire un tavolo tecnico congiunto tra le cinque amministrazioni regionali e le rappresentanze territoriali dell’Abi. L’organismo avrà tre mesi di tempo per individuare soluzioni concrete e strumenti condivisi, con l’obiettivo di facilitare il credito, sostenere gli investimenti e accompagnare la crescita delle imprese. La successiva sessione con Confindustria ha consentito di proseguire il lavoro sulle priorità del sistema industriale: rafforzamento delle filiere produttive, sostegno agli investimenti, innovazione e creazione di condizioni più favorevoli alla competitività. Il dialogo tra istituzioni, banche e imprese punta così a superare la frammentazione degli interventi e a rafforzare il peso delle istanze territoriali nelle scelte di politica industriale. Le cinque Regioni, insieme, contribuiscono infatti a oltre la metà del prodotto interno lordo nazionale.

Il programma di collaborazione si allargherà inoltre a due nuovi ambiti strategici: internazionalizzazione e attrazione degli investimenti. Sul fronte dell’apertura ai mercati esteri, l’intenzione è sviluppare un progetto comune che coinvolga le imprese dei cinque territori, individuando congiuntamente una filiera produttiva e un mercato internazionale di riferimento. Parallelamente, le Regioni intendono definire un patto per attrarre nuovi investimenti, mettendo a sistema competenze, strumenti e opportunità disponibili nei diversi territori. Una strategia che mira a rafforzare l’attrattività dell’area manifatturiera settentrionale e a valorizzarne le capacità produttive in un quadro coordinato. Il prossimo appuntamento della Cabina di regia è fissato per il 9 dicembre a Veronafiere. La riunione proseguirà il confronto con il sistema economico e produttivo attraverso incontri dedicati agli stakeholder che hanno chiesto un’interlocuzione con le cinque Regioni. L’obiettivo resta costruire una piattaforma condivisa di proposte, capace di sostenere le imprese e incidere sulle politiche industriali nazionali ed europee.