È il caso di dire «finalmente»: dopo anni in cui si parla del progetto di Ferrari Hypersail, un piccolo pubblico di giornalisti ha potuto vedere lo scafo in costruzione a Pisa, ma soprattutto i foil, la parti che serviranno a farlo volare sopra l’acqua. Sarà a una quota più o meno di 5 metri, veloce come il fulmine, con un equipaggio chiuso all’interno che - assistito da diversi sistemi - lo farà correre. L’obiettivo è il «record attorno al mondo Jules Verne» da fare in meno di 40 giorni, la metà di quanto allo scrittore sembrava già impossibile. La barca somiglia a quelle della Coppa America, con cui condivide gli «arm», le leve che sostengono le ali che servono a volare sull’acqua. Ma è molto più grande, molto più carica di sistemi elettronici e di controllo che l’assistono.
Soprattutto l’equipaggio sarà sempre all’interno.
Esiste una suggestione, una somiglianza con le Ferrari stradali, dettata dalla forma aerodinamica. È il vento che decide la forma, ed è questo che affascina il team dei designer Ferrari che dopo aver portato la «contaminazione» dall’auto verso la barca vivono anche il contrario. È uno dei risultati della cultura tecnologica di Maranello. Un approccio che ha portato il lavoro di sviluppo su Hypersail a oltre 20 brevetti, tra cui il Winch by-Wire, che ha fornito idee per il cambio delle nuove auto stradali che restituisce al pilota le sensazioni del «vecchio» manuale. Ma l’obiettivo della barca è l’autosufficienza energetica fondata su sole, vento e braccia.
Cosa affascina del poterla vedere? La ali superfici sottili anzi sottilissime di inox o carbonio ricoperto di titanio per non rovinarsi con la velocità dell’acqua. Ali che dovranno sostenere il peso e le tensioni provocate dalla velocità e dalla vela alare. Gli uomini chiave della impresa sono Enrico Voltolini per quanto riguarda la parte umana che ha recentemente portato a bordo alcuni campioni, come Giulia Conti già vincitrice della Women America’s Cup. Per la parte tecnica ci sono Flavio Manzoni, chief designer officer di Ferrari, Marco Ribigini Technical Team Leader e Matteo Lanzavecchia chief Technology Officer.
