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Attualità

I prof non si sono accorti di niente: “Un idealista, in gamba”

Siher ha partecipato da delegato di Milano all’elaborazione di proposte Ue

«Un ragazzo molto in gamba, timido, riservato e non sicuramente corrispondente al profilo che è stato costruito sui media in questi giorni»: questo è Youssef Siher secondo Elisa Giunchi (foto) docente dell’Università statale di Milano e relatrice della mente dietro Movimento 17 ottobre. «Io lo ricordo come un ragazzo studioso, molto intelligente e un idealista, così come sono idealisti i giovani che sono scesi e scendono in piazza per manifestare contro il carovita», spiega intervenendo a Diario del Giorno dopo che ieri il suo collega Nicola Del Corno si era espresso in modo analogo al Corriere della Sera. Incredibilmente nessuno ha però notato nulla di simile a una radicalizzazione in chi oggi loda Hamas. Ed è scavando nel passato del trentenne marocchino finito al centro dell’inchiesta sul presunto progetto eversivo contro il Governo Meloni, che emerge un nuovo capitolo: quello della partecipazione ai circuiti universitari internazionali, fino ai tavoli nei quali venivano elaborate proposte politiche destinate alle istituzioni dell’Unione europea. Il suo nome compare infatti nella documentazione ufficiale di 4EU+ European University Alliance, una rete di cooperazione accademica sostenuta anche attraverso il programma europeo Erasmus+. Siher è anche tra i rappresentanti dell’alleanza chiamati a discutere il futuro politico dell’Europa. Un percorso che conduce direttamente a Strasburgo, dove il 3 e 4 marzo 2022 si è svolta la prima European Student Assembly, organizzata nell’ambito della Conferenza sul futuro dell’Europa. L’iniziativa riuniva 275 studenti provenienti da 139 università, appartenenti a 38 alleanze accademiche e distribuite in 28 Paesi. Gli aspiranti partecipanti erano oltre 800 e la selezione, secondo gli organizzatori, avveniva sulla base delle competenze e delle motivazioni. L’obiettivo era elaborare raccomandazioni politiche da trasmettere alla Commissione europea e al Parlamento europeo, contribuendo al dibattito sul futuro dell’Unione. Tra i cinque rappresentanti dell’alleanza 4EU+ c’era Siher, indicato ufficialmente come delegato dell’Università di Milano. Ma è centrale anche il gruppo di lavoro assegnato a Siher.

Il marocchino partecipava al Panel 6, dedicato a una questione esplicitamente politica: Ripensare la partecipazione democratica nell’era digitale: come dovrebbe essere la democrazia europea di domani?. Il suo compito, insieme agli altri componenti del gruppo, era confrontarsi sui meccanismi della partecipazione democratica e contribuire all’elaborazione di raccomandazioni destinate ai decisori europei. Il lavoro non cominciava neppure a Strasburgo. Nei mesi precedenti, i partecipanti ai diversi panel avevano preso parte a incontri preparatori con esperti, discussioni tematiche e attività di approfondimento. Le proposte venivano poi presentate all’assemblea plenaria e sottoposte a votazione. Il risultato della prima edizione fu la formulazione di 89 raccomandazioni politiche presentate nell’ambito della Conferenza sul futuro dell’Europa. All’evento erano presenti esponenti delle istituzioni europee: Siher aveva avuto accesso a un circuito internazionale nel quale gli studenti potevano contribuire alla formulazione di proposte rivolte a Bruxelles. Una strategia adottata dalle organizzazioni islamiste: entrare progressivamente nei luoghi in cui si formano consenso, rappresentanze e decisioni politiche.