Giustifichiamo tutto ma condanniamo senza appello i nostri costumi, le nostre leggi. Puniamo nostro figlio per un comportamento sbagliato (rompere le vetrine per fregarsi le scarpe di moda) ma in fondo tolleriamo lo stesso comportamento, facendo sfoggio di sociologia spiccia, se appartiene a un italiano di origine straniera. Le usanze legate alla nostra religione sono liquidate come superstizioni primitive ma lasciamo che la carne di maiale esca dai menu delle mense scolastiche «per non offendere nessuno». Siamo sicuri che sia sempre tolleranza e non una retromarcia sul nostro stile di vita? L’Unione europea non è riuscita a darsi una costituzione perché non ha una identità. Anzi. L’identità dell’Unione è non averne una. L’Europa deve diventare terra d’accoglienza per scontare la colpa del colonialismo e del nazionalismo razzista. Da rifiutare un’identità a odiarla, il passo è breve. «Oicofobia» è un termine che indica proprio l’odio verso la propria cultura e identità (sovra)nazionale. La nostra storia è ridotta a oppressione degli altri popoli e delle minoranze. I giovani credono che l’Occidente sia roba da buttare. Se noi non crediamo nei nostri valori, figuriamoci se possono credervi gli stranieri che in teoria vorremmo integrare. L’Occidente, attraverso secoli di lotte, scontri fratricide, guerre sanguinose, ha costruito una società che garantisce la libertà di espressione e molti altri diritti che invece i regimi teocratici o socialisti negano. Sicuri di volere fare vistosi passi indietro su questi temi? Per chi volesse informarsi sul pensiero di Scruton segnaliamo La cultura conta (Vita e Pensiero, 2008).
