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Attualità

Quando l’animale è la vittima. Quest’anno già oltre 3mila i reati

Corse clandestine, traffici di cuccioli, scommesse, bracconaggio. Brescia la prima in Italia

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Sono 3.189 i reati contro gli animali commessi in Italia e perseguiti dai carabinieri dal primo gennaio al primo ottobre 2026 (dati Enpa). Per quanto riguarda invece le Procure, in quelle lombarde i procedimenti penali per questo tipo di delitti sono stati in un anno quasi 800, pari al 10,2 per cento del totale nazionale. Gli indagati sono in aumento rispetto all’anno precedente, anche se molti fascicoli sono a carico di ignoti. Lo riporta il 27esimo Rapporto zoomafia 2026 di Lav (su dati del 2025). E la Procura di Brescia si conferma al primo posto in Italia, con il maggior numero di procedimenti.

Il Rapporto è dell’Osservatorio zoomafia Lav, guidato dal criminologo Ciro Troiano. Pubblicato con il patrocinio della Fondazione Antonino Caponnetto, analizza i principali fenomeni della criminalità ai danni di animali: combattimenti, corse clandestine, scommesse illegali, traffico di cuccioli, contrabbando di fauna selvatica, bracconaggio, mafia dei pascoli, macellazione clandestina, illegalità nella pesca e negli allevamenti, sofisticazioni alimentari, crimini online, intimidazioni, furti, traffici di droga connessi agli animali e zoocriminalità minorile. Ogni anno l’Osservatorio raccoglie i dati presso le Procure. I reati monitorati sono: uccisione di animali, maltrattamento, spettacoli e manifestazioni vietati, combattimenti e competizioni non autorizzate, abbandono e detenzione incompatibile, reati venatori, traffico illecito di animali da compagnia. «Il quadro che proponiamo per la Lombardia - spiega Troiano - si basa sui dati ottenuti dal 60 per cento delle Procure della regione. Un dato parziale ma statisticamente rappresentativo». Le risposte sono arrivate da nove Procure su 15. Emerge che a Brescia in totale nel 2025 sono stati registrati 305 procedimenti con 222 indagati. Rispetto al 2024, i procedimenti sono aumentati del 15 per cento, la maggioranza riguarda i reati venatori o contro la fauna selvatica: 149, pari al 48,8 per cento del totale. Questo perché la provincia di Brescia rappresenta l’hotspot del bracconaggio più importante d’Italia. A Bergamo sono stati registrati 153 procedimenti (-11,5%), con 100 indagati; a Busto Arsizio 35 procedimenti (-42,6%) con 26 indagati; a Lecco 36 procedimenti (-18,1%) con 9 indagati; a Lodi 31 procedimenti (+10,7%) con 16 indagati; a Milano 150 procedimenti (-3,2%) con 94 indagati; a Pavia 79 procedimenti (+8,2%) con 48 indagati. «I dati del Rapporto zoomafia 2026 - conclude Troiano - confermano che i reati contro gli animali continuano a rappresentare un fenomeno diffuso e preoccupante, anche in Lombardia».