Governo e opposizioni accelerano. Tra i temi caldi c’è senz’altro la sicurezza digitale dei più giovani che riguarda soprattutto l’utilizzo dei social network tra i giovanissimi. Fra le numerose proposte, la strada maggiormente percorribile è il disegno legge bipartisan della senatrice Lavinia Mennuni di Fratelli d’Italia e la deputata di Italia Viva, Marianna Madia con un testo già depositato nel 2024.
L’ok di Giorgia Meloni
L’apertura del governo ha subìto un’accelerata anche dopo i fatti gravissimi avvenuti a Milano lo scorso fine settimana con un uso a volte incontrollato dei social da parte dei più giovani. Interpellata da Repubblica, la premier Giorgia Meloni non si è dichiarata contraria a vietare i social a chi ha meno di 14 anni.
Le richieste del mondo politico
La questione potrebbe anche essere regolata con un emendamento al decreto sicurezza di martedì 20 ottobre presentato al Consiglio dei ministri così da poter essere operativa al più presto. “Casa Riformista presenterà subito un emendamento all’ultimo decreto sicurezza, e chiederà di firmarlo a tutti gli altri gruppi parlamentari. Capiremo allora quale sarà la vera disponibilità della presidente Meloni”, ha dichiarato Marianna Madia. Sulla tematica si è espressa anche Mara Carfagna di Noi Moderati. “Anche noi presenteremo un emendamento ma lavorerò perché si arrivi a un testo comune”. Il segretario di Azione, Carlo Calenda, ha rispolverato la proposta del suo partito risalente a tre anni proponendo lo stop coatto del social TikTok.
Quali saranno i cambiamenti
Con le normative attuali, soltanto dai 14 anni in su è possibile dare il consenso, sui social, al trattamento dei dati personali. Per chi ha meno di 14 anni, invece, l’ok può essere autorizzato solamente dai genitori o dai tutori. Sappiamo bene, però, che questo divieto viene aggirato con estrema facilità tanto che sui social un buon numero di iscritti rientra nella categoria degli Under 14.
“Giustamente, la presidente Meloni ha ricordato che stiamo lavorando anche in Europa al regolamento sul divieto di accesso ai social network: divieto totale sotto i 13 anni, l’accesso fino a 15 anni con i genitori e poi accesso libero da 15 anni”, spiega al Sole24Ore il sottosegretario all’Editoria, Alberto Barachini. A questo punto si dovrà aspettare il testo definitivo approvato dal governo per capire quale sarà la strada definitiva e l’intesa del mondo politico in maniera trasversale.
“Pur ritenendo che i 15 anni rappresentino l’età più appropriata per introdurre il divieto, preso atto dell’ampio consenso delle forze parlamentari sulla soglia dei 14 anni, procediamo pure in questa direzione. Entrambe le strade procedurali possono a questo punto essere percorse, il testo del disegno di legge e il lavoro svolto sono a disposizione sia che si scelga la strada dell’iter parlamentare del disegno di legge oppure quella emendativa”, ha aggiunto e concluso Mennuni.
