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Attualità

Torino, due ore di terrore scappando dai teppisti incappucciati

La stazione di Porta Nuova a Torino è rimasta nel terrore per circa due ore

Manifestazione contro il caro vita a Torino sabato 17 ottobre 2026. (foto by Daniele Solavaggione/LaPresse) nella foto scontri, lanci di bottiglie e lacrimogeni tra polizia e forze dell'ordine Demonstration against the high cost of living in Turin saturday 17 october 2026 (Photo by Daniele Solavaggionei/Lapresse)

La stazione di Porta Nuova a Torino è rimasta nel terrore per circa due ore. La gente faceva shopping tranquillamente, un sabato pomeriggio come tanti, fino alle 17 e 30. Famiglie, coppie di giovani che passeggiavano per mano, madri con i figli, marito e moglie in relax. Poi un attimo di vuoto, una commessa di un negozio di bigiotteria sbianca e mi guarda con gli occhi spaventati, attoniti. “C’è una manifestazione in stazione”, urla. Usciti dal negozio una mamma con la sua bambina nella carrozzella nel panico grida: “Sono incappucciati, vestiti tutti di nero, stanno venendo da questa parte!”. La polizia ci dice: “Di qui, di qui, da via Sacchi, Porta Nuova è stata sigillata”.

Immediatamente iniziamo a correre verso l’unica uscita rimasta ancora aperta della stazione. Intanto gli incappucciati entrano nella Feltrinelli. Buttano giù scaffali, libri, cd. Scene di violenza pura. Alzo lo sguardo un ragazzo incappucciato di fronte, mi dirigo velocemente verso l’uscita, l’unica ancora percorribile. Tutto sprangato anche lì. Entriamo dentro l’Esselunga all’interno della stazione. Scene di panico. Persone spaventate. Chiudono anche il supermercato anche con dei cancelli di ferro. Una signora arrabbiatissima: “Non possono fare questo, se spaccano tutto per la tav veramente è il massimo. Non si può manifestare usando la violenza, questo è troppo!”.

Una donna di colore sui 50 anni alza gli occhi al cielo e dice di sentirsi male. “Chiamate un’ambulanza non sto bene!”. Interviene la sicurezza, la fa sedere su una seggiola. Respira a fatica. Nel frattempo le persone che non sono riuscite a uscire dalla stazione in tempo si rifugiano nel supermercato. Decine, si stringono tra gli scaffali. C’è chi chiama al telefono il proprio fidanzato, una ragazza la mamma. Una signora sui 40 anni cerca di calmare la figlioletta di circa 10 anni terrorizzata, piange, è disperata. “Dai stai tranquilla tra un po’ è tutto finito e ritorniamo a casa”, la rincuora.

Si sentono sirene della polizia. Dai vetri si intravedono persone che si allontanano dalla stazione velocemente. Porta Nuova è un deserto, scene da fine del mondo. Polizia, agenti, e una calma apparente. Fuori una vera e propria guerriglia. Una giovane è arrabbiata: “Ho un negozio, pago sempre le tasse, come ritorno ora a casa?”. Le persone cercano di mantenere la calma ma la tensione si taglia con l’accetta. Ma c’è anche chi non nasconde la paura. Dopo circa un’ora e mezza riusciamo ad uscire dal negozio. Attraversiamo veloci la stazione. L’unica uscita aperta è quella prima dei binari che dà su via sacchi. “Correte di lì, veloci”, dice un poliziotto. “Dove sono andati?”, chiedo. “E’ tutto imprevedibile, faccia veloce passi di qui”. Usciamo finalmente dalla Porta Nuova. Le persone sembrano impazzite, in preda al panico. Il traffico è in tilt. Le bici sfrecciano all’impazzata. Panico tra le strade. Sembrava un sabato normale, ma poi la furia e la rabbia degli incappucciati lo hanno stravolto. Torino è sotto assedio.

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