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Attualità

Turismo open air, in Italia oltre 74 milioni di presenze: al via il Forum di Faita Federcamping

Campeggi e villaggi turistici crescono e investono in innovazione, accessibilità e sostenibilità. Granzotto: “Servono politiche che riconoscano le specificità del settore”

Ufficio Stampa

Ha preso il via oggi, 26 ottobre, a Roma il Forum Open Air 2026, l’appuntamento dedicato al turismo all’aria aperta che riunisce operatori e professionisti per fare il punto sulle prospettive di un comparto sempre più rilevante per l’economia turistica nazionale. La manifestazione, organizzata da Faita Federcamping in collaborazione con Crippaconcept, si svolge all’Auditorium del Massimo, nel quartiere Eur, e proseguirà per due giornate di incontri e approfondimenti. Al centro del confronto ci sono le norme che regolano le attività ricettive, dalla semplificazione catastale alla prevenzione degli incendi, ma anche le opportunità offerte dalle nuove tecnologie, dall’intelligenza artificiale e dagli strumenti a sostegno degli investimenti.

Campeggi e villaggi, un settore da 74 milioni di presenze

Secondo i dati presentati al Forum, in Italia operano circa 2.600 strutture ricettive all’aria aperta, tra campeggi e villaggi turistici, con una capacità complessiva superiore a 1,3 milioni di posti letto al giorno. Nel 2025 il comparto ha registrato circa 74 milioni di presenze, una stima che comprende anche gli ospiti stanziali non conteggiati nelle rilevazioni Istat. Dopo il settore alberghiero, l’open air rappresenta la seconda modalità di soggiorno e si distingue per una crescita consolidata, sostenuta da incrementi rilevanti fin dai primi anni Duemila. La Germania è il principale mercato di provenienza dei visitatori, con il 43,3% del totale. Seguono i turisti italiani, che rappresentano il 28,6%, i Paesi Bassi con il 6,7% e l’Austria con il 5,3%. I dati elaborati dalla piattaforma HBenchmark e dal Centro Studi Faita indicano che nel 2026 le presenze registrano un incremento stimato tra l’1 e il 2% rispetto al 2025. Le condizioni meteorologiche favorevoli stanno contribuendo ad allungare la stagione turistica; alcuni campeggi costieri stanno sperimentando aperture fino a novembre. Parallelamente, nuove strutture stanno nascendo anche lontano dalle destinazioni tradizionalmente associate al campeggio, in prossimità di centri storici e località termali.

Granzotto: “Servono politiche su misura per l’open air”

Per Alberto Granzotto, presidente di Faita Federcamping, la crescita del comparto richiede interventi pubblici capaci di tenere conto delle caratteristiche specifiche delle imprese ricettive all’aria aperta. “Sono necessarie politiche pubbliche che riconoscano le specificità dell’open air favorendo la riqualificazione delle strutture, com’è avvenuto nei recenti interventi del Governo per la semplificazione paesaggistica”, afferma Granzotto. Un altro fronte riguarda la modernizzazione dell’offerta. In questa direzione si inserisce il bando GreenTour, che sostiene interventi di efficientamento energetico e innovazione, con l’obiettivo di accompagnare l’evoluzione del campeggio tradizionale e rafforzare la competitività delle imprese. Il presidente sottolinea così l’importanza di affiancare alla riqualificazione delle strutture strumenti capaci di sostenere gli investimenti e migliorare la qualità dell’accoglienza.

Dalla digitalizzazione alle strutture sostenibili

Le imprese stanno destinando risorse alla trasformazione dei servizi, alla digitalizzazione e all’impiego dell’intelligenza artificiale, utilizzata anche per le attività statistiche e gestionali. Parallelamente cresce l’attenzione all’impatto ambientale; tra gli interventi figurano l’adozione di mobil home certificate a livello europeo, realizzate con materiali riciclati e riciclabili, la cura delle aree verdi, il controllo delle emissioni e il contenimento dei consumi energetici. Anche l’accesso al credito può favorire questo percorso. Alcuni accordi con istituti bancari, tra cui Intesa Sanpaolo, prevedono condizioni agevolate per le aziende che investono in sostenibilità e adottano pratiche considerate virtuose. Un approccio che comprende anche l’accessibilità, sempre più importante per ampliare la platea dei potenziali ospiti.

Turismo accessibile, un potenziale da 27 miliardi

Il tema è stato approfondito da Roberto Vitali, esponente di Village for All, rete specializzata nella promozione dell’ospitalità senza barriere, che valuta l’accessibilità delle strutture attraverso sopralluoghi e verifiche sul campo. “Il potenziale annuo del turismo accessibile in Italia è di circa 27 miliardi di euro, a fronte di circa 1,3 miliardi realizzati”, spiega Vitali. “L’accessibilità è un vantaggio competitivo da pianificare”. La questione assume ulteriore rilevanza in una società che invecchia. Secondo quanto emerso durante il Forum, la maggior parte dei nuovi viaggiatori ha più di 65 anni. Rendere campeggi, villaggi e destinazioni più accessibili può quindi rispondere a un’esigenza concreta e rappresentare un’opportunità di sviluppo per le imprese.

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