I danni degli scontri e delle proteste di ieri nel corso delle manifestazioni contro il caro-vita arrivano a una media di 1,3 milioni di euro nelle città, e soltanto a Milano superano gli 860mila euro. Questa una stima preliminare messa a punto dal Centro studi Unimpresa sul bilancio della guerriglia urbana che sabato ha toccato soprattutto Milano, Bologna, e Torino. La cifra si aggira tra 1,1 e 1,6 milioni di euro di danni, con un valore centrale di circa 1,3 milioni; tre quarti ricadono su commercio e ristorazione, tra danni materiali e incassi perduti, il resto su beni pubblici e arredo urbano. Milano concentra quasi due terzi del totale, con un conto stimato tra 730mila e un milione di euro, in media poco più di 860mila euro: tra 200 e 280mila di danni agli esercizi, tra 380 e 480mila di mancato fatturato per la chiusura anticipata di circa 850 attività nel cuore commerciale della città, da via Broletto a San Babila fino a corso Vittorio Emanuele e Cordusio, tra 150 e 250mila di danni a pensiline, edifici storici e cantieri. Per le sole imprese commerciali milanesi la perdita è tra 580 e 760mila euro.
Per quanto riguarda, invece, il bilancio dell’ordine pubblico diffuso dal Dipartimento della Pubblica Sicurezza per il corteo di sabato cui hanno partecipato 5mila persone è di 17 arrestati e 22 denunciati. Sono 104 gli operatori delle Forze dell’ordine rimasti feriti di cui 38 agenti della Polizia di Stato e sei carabinieri feriti, oltre a danni ad alcuni mezzi di servizio. Nella serata di sabato, infatti, sono state accompagnate in Questura 72 persone di cui 17 sono state arrestate e 22 denunciate, a vario titolo, per devastazione e saccheggio nonché resistenza a pubblico ufficiale. Nei confronti di 19 giovani (13 indagati e 6 arrestati) è stato notificato l’avviso di avvio del procedimento amministrativo volto all’irrogazione del DASPO Urbano: di questi provvedimenti, 12 sono comprensivi anche del provvedimento di Foglio di Via dal Comune di Milano e 1 di provvedimento di Divieto di accesso alle manifestazioni sportive «Fuori Contesto».
La Digos di Milano però «sta procedendo a ulteriori accertamenti volti a identificare altri responsabili dei disordini e dei danni compiuti in centro città». Un messaggio quello della Questura che sembra preludere ad arresti in flagranza differita. Si tratta della possibilità di procedere poco tempo dopo i fatti all’arresto, sulla base ad esempio di immagini e video che dimostrano la responsabilità di chi viene immortalato. Oltre alle telecamere che coprono ogni palmo di piazza Duomo e delle strade limitrofe, l’esplosione social della guerriglia - migliaia i video postati su TikTok - potrebbero dare una grossa mano alle forze dell’ordine. A occuparsi del caso sarà oltre alla pm di turno Giovanna Cavalleri, anche lo stesso procuratore Viola pronto a cointestarsi il fascicolo su una delle manifestazioni più violente degli ultimi anni in città. Oggi potrebbero esserci già le prime direttissime per i maggiorenni arrestati (alcuni ospiti del Beccaria e di altre strutture) che devono rispondere, a vario titolo, di devastazione, lesioni aggravate e resistenza aggravata.
A quetso si aggiungono i numeri dei fermati per la guerriglia di ieri pomeriggio in via Torino: sono 160 i ragazzi accompagnati in Questura, di cui l’80 per cento sono minorenni.
