I visitatori stranieri rappresentano il 55,3% delle presenze turistiche in Italia e molti arrivano da Paesi in cui la mobilità elettrica è già ampiamente diffusa. Per gli alberghi, offrire un servizio di ricarica può quindi diventare un elemento importante per attrarre ospiti internazionali e distinguersi dalla concorrenza. È il messaggio lanciato da Uattzy al TTG Travel Experience 2026 di Rimini, dove Stefania Menguzzato, Chief Financial Officer e co-founder dell’azienda, ha sottolineato la necessità di valutare la domanda di colonnine anche sulla base delle abitudini dei turisti stranieri.
Auto elettriche, il divario tra Italia ed Europa
Ad agosto 2026, le auto elettriche rappresentavano il 7,1% del mercato italiano, contro il 29,8% nel Regno Unito, il 32,5% in Germania e il 38,4% in Francia. Al 30 settembre, il parco circolante nazionale contava 454.437 vetture completamente elettriche. Questi numeri, tuttavia, non restituiscono da soli il quadro delle esigenze del settore turistico. Secondo i dati Istat, nel 2025 i visitatori stranieri hanno generato il 55,3% delle presenze nelle strutture ricettive italiane. La Germania si è confermata il principale mercato estero, con oltre 11,1 milioni di turisti nei primi nove mesi dell’anno, in aumento del 4,9% rispetto allo stesso periodo del 2024, secondo l’Ufficio Studi ENIT su dati Banca d’Italia.“Continuiamo a discutere dei numeri ancora modesti del mercato elettrico italiano, ma dimentichiamo che il nostro Paese attrae tanti turisti provenienti da aree geografiche in cui questa tecnologia è già una realtà consolidata”, osserva Menguzzato. “Non possiamo misurare il bisogno di infrastrutture di ricarica e la qualità dei servizi offerti guardando soltanto alle immatricolazioni nazionali”. Anche le preferenze dei viaggiatori sembrano confermare questa tendenza. Nel luglio 2025, Jean Garris Hand, responsabile globale per la sostenibilità di Hilton, aveva indicato la ricarica per auto elettriche come la dotazione con il più alto tasso di conversione su Hilton.com.
Cresce la ricarica nelle strutture private
La rete italiana di ricarica si sta espandendo anche nelle aree private accessibili al pubblico. Secondo il Libro Bianco sulla mobilità elettrica di Motus-E, con dati aggiornati al primo trimestre 2026, le infrastrutture su suolo privato crescono a un ritmo quasi sei volte superiore rispetto a quelle su suolo pubblico: +46,3% contro +8,2%. Rappresentano già il 38% delle location di ricarica, mentre le strutture ricettive registrano un incremento del 63%. Al 30 giugno 2026, i punti di ricarica a uso pubblico in Italia erano 84.564, oltre 17mila in più rispetto a dodici mesi prima, secondo il monitoraggio trimestrale dell’associazione. In questo scenario si afferma il modello della ricarica integrata nei servizi di ospitalità. Gli automobilisti possono collegare la vettura durante il pernottamento, una cena o una sosta lungo il viaggio, senza dover dedicare tempo aggiuntivo all’operazione. Il parcheggio acquista così un valore ulteriore: può influenzare la scelta dell’albergo e, in alcuni casi, attirare anche clienti che non soggiornano nella struttura, ma desiderano usufruire del ristorante o fermarsi durante uno spostamento.
La guest experience comincia prima del check-in
Per chi viaggia in auto elettrica, sapere in anticipo di poter ricaricare il veicolo può influenzare la scelta dell’alloggio già al momento della prenotazione. La semplice presenza di una colonnina, però, non basta: il servizio deve essere facile da individuare, semplice da utilizzare e affidabile. “Perché la guest experience comincia molto prima del check-in”, sottolinea Menguzzato. “Chi organizza un viaggio vuole sapere di poter arrivare, parcheggiare e ricaricare senza difficoltà”. Anche l’attenzione alla sostenibilità contribuisce a delineare le aspettative dei viaggiatori. Secondo il Sustainable Travel Report 2026 di Booking.com, realizzato su 32.500 persone in 35 Paesi, l’85% degli intervistati considera importante viaggiare in modo più sostenibile. La ricarica, quindi, non riguarda soltanto la mobilità a basse emissioni, ma rappresenta anche uno strumento per rafforzare la competitività delle strutture ricettive. “Se un servizio può orientare la scelta di un hotel, allora deve entrare automaticamente nella sua strategia commerciale”, spiega Menguzzato. “Oggi gli hotel italiani competono su un mercato internazionale e devono prestare molta attenzione alle abitudini dei turisti che vogliono attrarre. La ricarica elettrica gestita professionalmente da operatori esperti è uno dei servizi attraverso i quali possono intercettare questa domanda”.
Uattzy, un unico interlocutore dalla progettazione alla manutenzione
Per gli alberghi che scelgono di investire nelle infrastrutture di ricarica, è importante poter contare su un servizio professionale che riduca le complessità tecniche e operative. “Per un hotel la ricarica deve essere un asset, non un problema da gestire. Per questo lavoriamo come full service provider e seguiamo l’intero percorso, dalla progettazione all’installazione, dalla gestione alla manutenzione, garantendo alla struttura un unico interlocutore”, spiega Alessandro Vigilanti, CEO e co-founder di Uattzy, il brand dedicato alla ricarica pubblica di UAU S.r.l. L’azienda opera sia attraverso infrastrutture che sviluppa e gestisce direttamente, sia realizzando impianti per conto terzi. “Questo ci porta a ragionare sempre tenendo bene in mente due punti di vista: quello di chi deve monetizzare l’investimento e quello dell’ospite che deve ricaricare facilmente e senza problemi”, conclude Vigilanti.
