Se il cinema francese del 900 ci ha fatto amare personalità come quelle di Alain Delon e Bridgette Bardot, l’industria delle quattro ruote ci ha confezionato un’auto da adorare: la Citroën 2CV. Forse il miglior manifesto su quattro ruote dello spirito ribelle, energico e allegro della Francia del secondo dopoguerra. Un’icona amata in modo trasversale, da grandi e piccini, in ogni angolo del globo. Accessibile ma affidabile, affascinante e divertente, l’originale Deux Chevaux è stata l’auto che meglio ha incarnato la voglia di libertà e il desiderio di viaggiare. Oggi, questo mitico modello potrebbe uscire dai libri di storia per tornare ad avere uno spazio sulle strade del domani. Sotto ai riflettori del Salone di Parigi, il Gruppo Stellantis ha presentato il concept della nuova Citroën 2CV, preludio alla vettura di serie che dovrebbe arrivare tra due anni, nel 2028, a ottant’anni dal debutto dell’antenata. La prerogativa del costruttore europeo è di mantenere l’anima che ha forgiato il mito, fatta di praticità, leggerezza ed economicità. Sì, perché la prossima 2CV dovrebbe arrivare sul mercato con un prezzo molto competitivo: circa 15.000 euro. Sotto il cofano invece non ci sarà un piccolo ma operoso motore bicilindrico, come nel passato, ma un moderno propulsore elettrico. Perfetto per muoversi in città a zero emissioni e con il massimo dell’agilità (il peso dovrebbe aggirarsi sui 1.000 kg). Guardandola bene, la reinterpretazione della 2CV sfoggia tanti elementi che rimandano alla progenitrice, a cominciare dai fari rotondi separati dalla carrozzeria, ora dotati di una firma luminosa a LED, dal parabrezza verticale, dai parafanghi arrotondati, dal cofano nervato e, per finire, dal caratteristico tetto in tela avvolgibile manualmente. I cerchi in acciaio da 18 pollici rivisitano quelli pensati per la vecchia Citroën, mentre gli pneumatici Michelin sfoggiano una grafica esclusiva.
Frizzante e suggestiva la tonalità Infra Red, in grado di assumere riflessi gialli e rossi a seconda della luce. Al posteriore invece spiccano il portellone nero e una particolare targa digitale che può mostrare i soprannomi attribuiti alla 2CV nei diversi Paesi. Salendo a bordo, l’abitacolo gioca un po’ con i ricordi e ci stuzzica la fantasia con soluzioni all’avanguardia. L’elemento cilindrico che ospita il volante monorazza, i comandi principali e il selettore della trasmissione, è un omaggio alla 2CV che fu, mentre il sistema Citroën Smart Vision, che visualizza le informazioni essenziali, e lo schermo touchscreen quadrato da 8 pollici con grafiche ispirate ai fumetti, sono quel tocco di modernità che non guasta. I sedili sono un altro gradito tributo alla vecchia Deux Chevaux, come si intuisce dalla tipica configurazione a panche (quella anteriore può essere persino rimossa e usata durante una sosta all’aperto), ma aggiungono la tecnologia Citroën Advanced Comfort per il massimo dell’ergonomia.
Particolari e fuori dal coro - nel pieno spirito di questo veicolo - i rivestimenti tartan gialli, i dettagli beige ispirati alla bachelite e i materiali intrecciati che contribuiscono a realizzare un ambiente luminoso e anticonvenzionale. Infine, c’è spazio anche per Radioën, un altoparlante portatile che funziona anche fuori dall’abitacolo. Se la prima 2CV nacque con l’esigenza di trasportare due contadini in zoccoli e 50 kg di patate, oltre che con quella di compiere l’attraversamento di un campo arato con un paniere di uova senza romperle, la sua erede avrà il dovere di ridare il sorriso al grigio traffico di ogni città. Questa è la missione della nuova generazione di E-Car.
