Alfa Romeo ha portato a Parigi un cuore che batte. Si chiama Cuorerosso la concept svelata in prima mondiale al Salone 2026: una coupé 2+2 che affida a proporzioni, materia e luce il compito di raccontare il futuro del Biscione. Rosso, Italia e sportività sono i suoi tre pilastri. Al centro resta una convinzione: un’Alfa deve saper parlare a chi guida, suscitare desiderio prima ancora di mettere in fila i numeri. «Senza cuore saremmo solo macchine - spiega Alejandro Mesonero, responsabile Design del Biscione - Cuorerosso è il nostro manifesto, creato per chi crede che le automobili siano e saranno sempre oggetti capaci di emozionare». Parole che trovano una traduzione nella linee: una superficie continua, scolpita togliendo il superfluo, secondo quella «Bellezza Necessaria» che tiene insieme estetica e funzionalità.
Lunga 4,70 metri e alta appena 1,33, questa fuoriserie ha una linea a cuneo che tende verso la coda tronca. Lo Scudetto si prolunga sul cofano, i cerchi rileggono il disegno a telefono, due luci circolari segnano il posteriore. Il passato affiora nei dettagli senza imprigionare le forme. È il patrimonio di una Casa che dal 1910 lega la propria storia alle corse, alla bellezza e al piacere di guidare: qui diventa un vocabolario per immaginare ciò che verrà. Il rosso Liquid Ink Red cambia con la luce, si accende e sprofonda fino al nero. Le portiere posteriori controvento aprono un abitacolo con quattro sedili singoli, nabuk Poltrona Frau e materiali rigenerati. La plancia richiama le due generazioni della 33 Stradale; un tessuto tecnico nasce dalla ricerca con Luna Rossa. La tecnologia cerca discrezione: il «Cannocchiale Vivente» trasforma fisicamente i due strumenti in uno, lasciando al guidatore soltanto le informazioni essenziali. Sul tunnel, schermo, ghiere e levette conservano il piacere del gesto. Il peso dichiarato è di 1.750 kg, il Cx di 0,28. Sospensioni pneumatiche e freni carboceramici Brembo aggiungono sostanza tecnica a una visione che mette ancora la persona al centro.
Questo manifesto indica una gamma futura aperta a elettrico e diverse forme di ibrido. Anche un 2.9 V6 full hybrid con trazione Q4 figura tra le possibilità descritte dalla Casa. Cuorerosso non viene annunciata come anticipazione di un modello di serie. Eppure, secondo fonti attendibili, sotto queste forme c’è la piattaforma Giorgio, quella della Giulia. Con una base esistente e la famiglia del suo V6 Quadrifoglio, il sogno potrebbe trovare una strada verso la produzione.
