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Aziende

Elia Vismara nuovo presidente di Federlegno: “Ora la sfida dell’export per tornare a crescere”

L’imprenditore succede a Claudio Feltrin e spiega: “Non basta indicare alle imprese i mercati su cui puntare, vanno messe nelle condizioni di raggiungerli”. Nei primi sette mesi dell’anno esportazioni legno-arredo calate del 3,9%

Federlegno

Elia Vismara è il nuovo presidente di FederlegnoArredo per il 2026-2030: 55 anni, ingegnere gestionale e presidente del cda di Vismaravetro, azienda di famiglia nel settore dell’arredobagno, è stato eletto dall’assemblea della federazione riunita alla Triennale di Milano e succede a Claudio Feltrin che ha guidato la federazione negli ultimi sei anni. Elezione avvenuta In un contesto di tensioni geopolitiche, dazi e instabilità degli scambi che ridisegnano le opportunità per le imprese, perché l’internazionalizzazione è una sfida sempre più complessa per la filiera italiana del legno-arredo. Tema che è stato al centro dell’Assemblea generale nel giorno del passaggio di consegne.

“L’internazionalizzazione è una leva fondamentale per la crescita della nostra filiera, ma oggi non possiamo limitarci a invitare le imprese a cercare nuovi mercati: dobbiamo creare le condizioni perché possano raggiungerli e competere ad armi pari. Questo significa lavorare perché l’Europa contrasti la concorrenza sleale, garantisca un accesso equo ai mercati e alle materie prime e riconosca il valore degli investimenti che le aziende realizzano - ha detto Elia Vismara -. Occorre accompagnare le imprese nell’apertura di nuove opportunità, senza perdere di vista i mercati consolidati. Per affrontare le trasformazioni in corso è necessario anche investire nelle competenze e nella formazione delle nuove generazioni. È su queste condizioni concrete che si gioca la competitività della filiera e su cui dobbiamo continuare a lavorare come sistema”.

Geografia dei mercati sempre meno prevedibile e diversificazione delle destinazioni sono necessità strategiche evidenziate infatti da Antonio Tajani, ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (intervenuto con un videomessaggio), Emanuele Orsini, presidente di Confindustria e Paolo Magri, presidente del Comitato scientifico dell’Ispi, docente di Relazioni internazionali all’Università Bocconi.

“Il vostro è un comparto produttivo è un pilastro economico e culturale che vale più del 2% del Pil e oltre 19 miliardi di export e il governo è al vostro fianco, continuiamo a fare squadra” ha detto il ministro Tajani, sottolineando le iniziative che sono prese per sostenere la loro internazionalizzazione. “Vogliamo valorizzare sempre di più le grandi vetrine internazionali del Made in Italy a partire dal Salone del Mobile che ho nominato ambasciatore del design italiano nel mondo. A dicembre durante la conferenza degli ambasciatori a Roma inaugureremo alla Farnesina una grande mostra del Salone Satellite e continueremo a confrontarci alla Conferenza nazionale dell’export a Milano a dicembre”.

Scenario confermato dalle elaborazioni del Centro Studi FederlegnoArredo su dati Eurostat. Nei primi sette mesi del 2026 le esportazioni della filiera hanno registrato una flessione del 3,9% rispetto allo stesso periodo del 2025 e a pesare sono soprattutto i risultati dei tre principali mercati di destinazione: Francia (-4,4%), Stati Uniti (-9,4%), Germania (-7,4%) che insieme determinano oltre 288 milioni di euro di export in meno rispetto al 2025.

Nei primi sette mesi del 2026 il 69,1% delle esportazioni della filiera legno-arredo made in Italy è diretto verso il Continente europeo (UE a 27 ed Europa extra UE), con la sola UE a 27 che assorbe il 53% del totale. La contrazione più marcata delle vendite nel resto del mondo (-7,9%), rispetto a quella sui mercati europei (-2%), determina un aumento del peso dell’Europa sul totale dell’ export, dal 67,7% al 69,1% ed è l’interno del continente europeo, è soprattutto l’UE a 27 a avere le maggiori difficoltà (-2,4%). Più contenuta la flessione dell’Europa extra UE a 27 (-0,6%). Il Medio Oriente è un’area tra le più penalizzate (-10,8%), con il ridimensionamento dell’Arabia Saudita (-23,3%) e la flessione degli Emirati Arabi Uniti (-8,3%). Alcuni mercati continuano però a crescere: Spagna (+5,4%) e Svizzera (+4,7%) consolidano la propria posizione tra le principali destinazioni, mentre Turchia (+13,9%) e Grecia (+9,8%) registrano incrementi più dinamici ma con volumi più contenuti.

La capacità di competere sui mercati internazionali passa anche dalla forza del sistema produttivo e coinvolge il rapporto tra imprese, promozione, manifattura e politica industriale, per il quale il Salone del Mobile.Milano è una piattaforma strategica globale, come ha sottolineato la presidente Maria Porro: “La vera sfida per il Made in Italy non è soltanto conquistare nuovi mercati, ma continuare a essere protagonisti nella definizione del valore, dei linguaggi e dei modelli dell’abitare nel mondo. Per riuscirci, dobbiamo superare la logica della promozione e ragionare in termini di politica industriale. Il nostro vantaggio competitivo nasce dal saper trasformare cultura progettuale, manifattura e innovazione in un sistema produttivo riconoscibile e desiderato nel mondo. Questo richiede investimenti, visione e capacità di muoversi come sistema, anticipando le trasformazioni. È questa l’ambizione che condividiamo con FederlegnoArredo. Ringrazio Claudio Feltrin per il lavoro costruito insieme e per aver creduto nel valore di questa alleanza e a Elia Vismara rivolgo i miei migliori auguri. Abbiamo davanti una sfida che va oltre il nostro settore: fare del design italiano non solo un’eccellenza da esportare, ma

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