Eni cresce più dei prezzi delle commodity (petrolio, gas), rivede al rialzo le stime, e distribuisce agli azionisti un dividendo straordinario di 0,46 euro per azione.Nelle casse dello Stato (al 33% tramite Cdp e Tesoro) entreranno dunque 1,5 miliardi tra dividendo ordinario e straordinario (429 milioni). Un tesoretto prezioso che dribbla la tassa sugli extra profitti con il vantaggio di «distribuzione che va a tutti i soci della società», sottolinea l’ad Claudio Descalzi al Giornale ricordando i tanti investitori internazionali che compongono la compagine azionaria del gruppo: dagli Usa alla Germania. In merito all’impegno del Cane a sei zampe sui prezzi (il price cap), è stato confermato fino a fine anno. Per quando riguarda il suo livello, 2,25 euro per il gasolio e a 1,99 euro per la benzina «monitoreremo le dinamiche di mercato e di prezzo, e le forniture disponibili in rapporto alla nostra struttura logistica, per valutarlo nel corso del periodo», ha detto l’ad. Il cfo Francesco Gattei ha poi aggiunto che «l’impatto in un trimestre sarà di alcune centinaia di milioni».Guardando ai numeri, nel terzo trimestre l’utile netto rettificato è più che raddoppiato a 2,8 miliardi. Nei nove mesi si è attestato a 6,44 miliardi (+70%) . Nel terzo trimestre, l’ebit proforma è raddoppiato a 6 miliardi e il flusso di cassa è arrivato a 4,29 miliardi, finanziando investimenti per 1,3 miliardi. La divisione esplorazione e produzione ha beneficiato sia dell’aumento dei volumi sia di prezzi favorevoli e di un migliore mix produttivo.Ma la crescita va ben oltre il prezzo delle commodity: rispetto a un Brent a +32,8% con un gas al TTF a +29,7%, nei 9 mesi l’utile operativo proforma adjusted è aumentato del 59,2% e il free cash flow organico dell’83%. La raffinazione ha contribuito con un risultato robusto, mentre Versalis (chimica) è rimasta in perdita nonostante la ristrutturazione. «L’obiettivo di break even resta a fine 2029», ha spiegato l’ad ricordando come i prezzi dell’energia penalizzino fortemente il settore. Crescono anche i business della transizione: Enilive e Plenitude raggiungono insieme 1,8 miliardi di ebitda adjusted nei nove mesi, +20%. Nel trimestre il risultato operativo proforma adjusted è di 410 milioni per Enilive e 190 milioni per Plenitude. Il dividendo straordinario è stato fissato a 0,46 euro per azione e il buyback aumentato a 3,8 miliardi. Bene il titolo che incassa un rialzo del 5,8% a 27,6 euro.

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