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Hypersail, ecco la prima barca a vela Ferrari: a 100 km/h sull’oceano

Il nuovo gioiello del mare sta nascendo nei cantieri tra Pisa e Livorno: ecco com’è il “motoscafo volante” di Maranello, le caratteristiche tecniche e quando sarà pronto

Hypersail

Siamo abituati a vedere sfrecciare le monoposto di casa Ferrari sulle piste da Formula 1 così come le meravigliose auto del cavallino rampante famose in tutto il mondo. Adesso, la scuderia di Maranello ha svelato un altro gioiello che, stavolta, “sfreccerà” in acqua: la barca a vela “volante” di 30 metri progettata per sfidare gli oceani di tutto il mondo.

Cos’è Hypersail

L’innovativo monoscafo sta entrando nella fase finale di costruzione con lo scafo completamente verniciato e la livrea ultimata. “Con la presenza in cantiere delle appendici subacquee – gli elementi che generano e modulano la portanza e governano la dinamica del ‘volo’ – il progetto si prepara ad entrare nella sua nuova fase operativa”, spiegano da Maranello. Il varo è previsto per la fine di marzo 2027.

Le caratteristiche tecniche

Il nome inglese è l’unione di hyper, ovvero iper, e sail, vela: una “vela iper veloce” e non potrebbe essere altrimenti per il celebre marchio del Cavallino rampante. Nelle ultime ore è stata svelata la tecnologia che permetterà a Ferrari Hypersail di “volare” sul mare. “Un’architettura in cui l’ ingegneria di foil, chiglia e timone - le appendici dell’imbarcazione - si integra con l’innovativo sistema automatizzato di gestione del volo, il ‘Flight Control’. Due elementi che lavorano in sinergia per controllare e ottimizzare l’assetto dell’imbarcazione, garantendo stabilità e prestazioni durante la navigazione in modalità di volo”.

La velocità in mare

Ma, dunque, che velocità potrà raggiungere veleggiando sui mari di tutto il mondo? Con 40 metri di altezza del suo albero, 30 metri in lunghezza e 20 metri di larghezza, Ferrari Hypersail potrà raggiungere anche i 100 km/h.

Il ruolo di ali, chiglia e timone

Tra le componenti fondamentali che operano sotto la superficie dell’acqua per dare all’imbarcazione tutta la sua portanza, equilibrio e le giuste reazioni alle condizioni del mare, spiccano le ali laterali, la chiglia e il timone. Le prime erogano la portanza necessaria “per sollevare lo scafo al di sopra della superficie del mare, riducendo la resistenza e consentendo all’imbarcazione di raggiungere le velocità prefissate”, spiegano da Maranello; la chiglia, invece, è un’innovazione tecnologica targata Ferrari Hypersail che “integra un profilo alare dotato di una propria parte mobile (flap).

Questa soluzione contribuisce alla gestione del volo e crea un terzo punto di appoggio, favorendo la stabilità durante la navigazione”. Infine, il terzo elemento fondamentale dell’imbarcazione è il timone la cui funzione non è solamente quella di governare l’imbarcazione ma grazie a un piccolo flap, riesce ad avere continue micro-regolazioni per mantenere la rotta desiderata.

Il “cervello elettronico” che controlla il “volo”

La potenza è nulla senza il controllo recita un celebre detto di un famoso spot pubblicitario. Non a caso è nato Flight Control, il sistema di controllo elettronico che funge da sistema nervoso centrale del Ferrari Hypersail. “Il sistema gestisce automaticamente l’assetto dell’imbarcazione durante la navigazione - spiega Ferrari - analizza continuamente vento, onde, velocità e angolo di sbandamento per regolare l’assetto in tempo reale, garantendo stabilità e prestazioni durante la navigazione su foil”.

Questa architettura lavora con un processo a tre fasi: una rete di sensori distribuiti sull’imbarcazione misura costantemente le condizioni del mare e i movimenti dello scafo; un computer di bordo analizza i dati e calcola le correzioni necessarie; gli attuatori - bracci meccanici e pistoni - muovono i componenti che regolano l’inclinazione dei foil e delle appendici, bilanciando ogni variazione di assetto dell’imbarcazione.

Dalle strade agli oceani

“La decisione di realizzare il progetto interamente all’interno di una struttura Ferrari riflette l’ambizione di portare il know-how tecnologico e la cultura ingegneristica di Maranello nel mondo della vela oceanica”, spiega Marco Ribigini, Technical Team Leader di Ferrari Hypersail. “Questo approccio di Hypersail ha portato a oltre 20 brevetti, tra cui il Winch by Wire, le turbine eoliche a lungo raggio e il sistema MV/HV per l’integrazione delle energie rinnovabili (annunciato a luglio 2026 insieme al concetto di autosufficienza energetica), che rappresentano un’applicazione concreta e tangibile. A queste si aggiungono soluzioni come un albero rotante dotato di winglet – piccole superfici simili ad ali – e una randa a doppia pelle, progettata per migliorare il controllo e la manovrabilità delle vele”.

Quel parallelismo auto-motoscafo

Ma c’è anche un parallelismo diretto tra un’auto sportiva e un monoscafo volante: entrambi hanno bisogno della “massima efficienza aerodinamica e sistemi elettronici in grado di rilevare e correggere le reazioni del veicolo o dell’imbarcazione. Simulazioni computerizzate, analisi del flusso d’aria e il software che regola la stabilità delle auto Ferrari diventano quindi strumenti fondamentali per far volare l’imbarcazione”.

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