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Il Fatto nega a Del Vecchio di vedere i conti: “È un concorrente”

Il comunicato dopo l’offerta di Lmdv Media e la presa di posizione per il “no” all’offerta di Travaglio e soci

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Il Consiglio d’amministrazione di Società Editoriale Il Fatto (Seif) ha respinto la richiesta di due diligence (controllo sui conti) da parte di Lmdv Media, società dell’erede EssilorLuxottica e imprenditore Leonardo Maria Del Vecchio.

Domenica sera (25 ottobre) era arrivata una proposta da 7,15 milioni di euro per acquistare la società editrice del Fatto Quotidiano e revocarla dalle quotazioni in Piazza Affari.Il 25 ottobre stesso i soci fondatori di Seif – tra i quali anche il direttore del Fatto Marco Travaglio, Cinzia Monteverdi, Antonio Padellaro, Peter Gomez e Francesco Aliberti – titolari complessivamente della maggioranza del capitale votante, avevano già manifestato la volontà di non aderire all’eventuale offerta. «Per l’effetto», si legge nella nota di Seif, «allo stato, la condizione soglia dell’82,9% del capitale votante della società, prevista dall’art. 8 dello statuto di Seif e indicata da Lmdv come condizione di efficacia dell’eventuale offerta, funzionale a far decadere il limite statutario al possesso di azioni Seif pari al 17%, risulta di impossibile avveramento».

Non potendo l’eventuale offerta avere efficacia, alla luce della posizione assunta dai soci fondatori e dell’impossibilità di raggiungere la soglia indicata, il cda ha deciso di non accogliere la richiesta di Lmdv Media.Ma c’è anche un’altra ragione alla base del rifiuto. Seif considera Lmdv Media un operatore concorrente (è editore di Qn con una quota di minoranza ne Il Giornale) nel settore editoriale e ritiene quindi inopportuno consentirgli l’accesso a informazioni riservate, soprattutto sul patrimonio tecnologico e digitale sviluppato dalla società.

Il consiglio precisa, inoltre, che l’iniziativa di Del Vecchio non era stata sollecitata né concordata preventivamente e respinge le valutazioni dell’imprenditore sul possibile fabbisogno finanziario della società.La vicenda era cominciata domenica sera, quando Del Vecchio aveva annunciato l’intenzione di promuovere un’offerta pubblica di acquisto totalitaria a 0,286 euro per azione, con un premio del 30% rispetto all’ultima quotazione precedente all’annuncio. Di fronte al rifiuto dei soci fondatori, l’imprenditore aveva ribadito lunedì la volontà di andare avanti, offrendo garanzie sulla conferma di Travaglio alla direzione e sull’autonomia della redazione. Al centro della proposta anche i conti del gruppo, che ha chiuso il 2025 con 2,6 milioni di perdite e un patrimonio netto negativo per 6,4 milioni.

La società di revisione Kpmg aveva inoltre segnalato un’incertezza significativa sulla continuità aziendale. Secondo le stime preliminari di Lmdv Media, Seif potrebbe aver bisogno di ulteriori risorse fino a 4 milioni nei prossimi due anni, una valutazione che il gruppo editoriale contesta.Lunedì il titolo Seif aveva guadagnato il 18,8% in Borsa (anche mercoledì 28 il titolo è salito del 14,5%). L’imprenditore punta da tempo a rafforzare la propria presenza nell’editoria italiana. Ma sul Fatto Quotidiano, almeno per ora, ha trovato la porta sbarrata da Travaglio e soci.

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