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Aziende

Ilva, ecco il piano. 9.200 addetti in Cig

Protetto l’indotto e assunzioni su altri gruppi. Passa il decreto per gli altiforni in pre-riscaldo fino alla Cassazione

Un'immagine dello stabilimento ILVA di Taranto, 24 settembre 2013. ANSA/CIRO FUSCO

Salvare gli impianti, favorire la reindustrializzazione delle aree ex Ilva, attrarre nuovi investimenti nell’area di Taranto e sostenere la ricollocazione dei lavoratori coinvolti nella crisi. Il tutto accompagnato da una piano ponte che prevede un maxi sostegno al reddito: nove mesi di trattamento, dal 1° ottobre 2026 al 30 giugno 2027, per 9.200 addetti di Acciaierie d’Italia che andranno in cigs a zero ore e 4.200 addetti dell’indotto che avranno il sostegno al reddito. Il tutto, per un costo complessivo stimato nel biennio ad oltre 128 milioni. C’è inoltre un altro elemento significativo: il governo ipotizza 1.500 assunzioni di lavoratori ex Ilva presso altre aziende tra novembre 2026 e dicembre 2027, sostenute da incentivi contributivi e da un contributo di 20.000 euro per assunto. Per il 2027 sono anche previsti fondi per impiegare fino a circa 3.700 lavoratori in attività di pubblica utilità. Nei giorni caldissimi degli scioperi (ieri sono state indette altre due giornate), il governo mette in campo una serie di misure salvagente intorno alla crisi dell’ex Ilva.

Si parte con l’articolo 4 del decreto che permetterà agli impianti dell’area a caldo di restare in riscaldo fino alla pronuncia della Corte di Cassazione (il 20 ottobre). La misura riguarderà le batterie di coke 7, 8, 9 e 12 e i cowper degli altoforni 1, 2 e 4. Quanto alla reindustrializzazione delle aree ex Ilva (circa 100 ettari) e delle aree del demanio marittimo e militare attigue allo stabilimento di Taranto, il Mimit avrà compito di raccogliere e coordinare le manifestazioni di interesse relative a investimenti superiori a 10 milioni localizzati nelle aree industriali ex Ilva e nelle aree demaniali attigue. Il ministero elaborerà un piano degli investimenti da sottoporre all’approvazione del Cdm. Il commissario straordinario coordinerà inoltre il piano degli investimenti con gli interventi previsti dal contratto Istituzionale di Sviluppo per Taranto. Definita, poi, una corsia preferenziale (fast track) per i contratti di sviluppo relativi ai progetti ricompresi nel piano degli investimenti. Nasce con il decreto il distretto industriale Brindisi-Taranto per l’accelerazione delle tecnologie a zero emissioni nette, con l’obiettivo di favorire la decarbonizzazione e lo sviluppo industriale sostenibile dell’area. Previste procedure semplificate, anche in materia ambientale, per l’insediamento di nuove attività produttive.

Fondi alla mano, è stata erogata l’ultima tranche del prestito, pari a 40,5 milioni e 1 milione annuo per il Tecnopolo di Taranto, destinato a potenziare ricerca, e sviluppo.