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Aziende

La crisi Volkswagen congela gli stipendi

Il gruppo vuole bloccare tutto fino al 2030 e Mercedes chiede di lavorare di più a pari salario. Giù Stellantis in Borsa

Volkswagen, Blume valuta la retromarcia sui tagli

Sono i lavoratori dei gruppi automotive a pagare di più le conseguenze della crisi in cui è piombato il settore. Dopo l’annuncio del taglio di 100mila posti e con 4 stabilimenti tedeschi sempre in bilico, l’ultima trovata di Volkswagen è quella di congelare gli stipendi fino al 2030. Il provvedimento coinvolgerebbe centinaia di migliaia di occupati.

Anche i cugini di Mercedes-Benz hanno preso di mira le buste paga dei propri addetti: aumento delle ore di lavoro, 5 in più la settimana, ma a pari salario. La misura riguarda circa 90mila persone e prevede il passaggio dall’attuale settimana di 35 a una di 40 ore. Stoccarda ha inoltre posticipato al 2027 il bonus del 18,4% del salario mensile che avrebbe dovuto essere erogato lo scorso luglio.

Tutte conseguenze della politica, ora in via di revisione, applicata da Bruxelles, dei dazi, del crollo del mercato in Cina e dei costi alle stelle a causa del conflitto in Medio Oriente.

I sindacati, ovviamente, non ci stanno e stanno dando battaglia sia al piano di Volkswagen sia a quello di Mercedes-Benz. Un no perentorio è subito arrivato da Ig Metall al quale sono iscritti oltre 2,2 milioni di lavoratori. Il 24 novembre prossimo, in proposito, è in programma una maxi-manifestazione a Strasburgo davanti alla sede dell’Europarlamento. Protesta che segue quella del mese scorso organizzata dal sindacato tedesco in varie città del Paese con oltre 180mila partecipanti del settore automotive.

«Le soluzioni trovate dai vertici di Volkswagen e Mercedes-Benz sono inaccettabili e irricevibili - sottolinea Barbara Arsieni (ufficio internazionale Fim-Cisl) -: come sindacato europeo e Ig Metall contrasteremo queste proposte. Il 24 novembre la manifestazione europea di Strasburgo ha lo scopo di sostenere tutta l’industria. Dall’Italia è garantita una presenza consistente».

Suddeutsche Zeitung ricorda che a essere interessati al congelamento degli stipendi sono molti dei complessivi 600mila lavoratori di Volkswagen con una perdita reale di reddito intorno al 10%. Il ceo Oliver Blume (nella foto) è impegnato a cercare di ridare fiato al colosso attraverso tagli e rescissione di quasi tutti i contratti collettivi. Il messaggio di Ola Kallenius, ceo di Mercedes-Benz? «Lavorare di più a parità di compenso».

Per Stellantis, intanto, a pochi giorni dai dati della trimestrale, in Borsa il titolo resta in forte sofferenza: ieri -3,24% a 3,86 euro.