Investire nelle attività più promettenti e, invece, abbassare al minimo le spese inutili. Questo sembra il nuovo motto di Netflix che, a meno di una settimana dalla pubblicazione dei dati trimestrali, annuncia il licenziamento del 6% della sua forza lavoro. Si tratta della riduzione più consistente dal 2022 e, come raccontato dal Wall Street Journal, ieri mille dipendenti hanno ricevuto la nota di licenziamento via mail.
Nonostante questo piano di licenziamenti - o forse proprio per questo - Netflix ha confermato che l’azienda resterà in linea con le previsioni economiche per l’intero anno.
Il settore dello streaming sta diventando incredibilmente competitivo e, nonostante Netflix negli ultimi 12 mesi abbia bruciato il 40% in Borsa, il suo tasso di cancellazione degli abbonamenti è il migliore del settore, fermo al 2%. E per cercare di tenere il passo con la competizione, Netflix sta lavorando attivamente per aumentare il tempo trascorso sulla piattaforma grazie a eventi sportivi (come l’accordo con la Spagna per trasmettere in esclusiva i mondiali), in diretta, ma anche video-podcast e contenuti realizzati da creator di Youtube, il tutto intervallato da pubblicità pensate su misura. Perché nella nuova guerra dello streaming non basta più avere qualcosa da guardare: bisogna diventare il posto in cui gli utenti scelgono di trascorrere sempre più tempo. Anche a costo di cambiare personale.
