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NetZero Milan, transizione energetica motore di sviluppo per l’industria

Elettrificazione e competitività dell’industria al centro dell’Expo Summit di Fiera Milano in corso fino al 22 ottobre all’Allianz MiCo. Il ministro Pichetto Fratin: “Indipendenza energetica e tecnologie green devono guidarci in una nuova fase della storia dell’Europa”

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Ha preso il via oggi all’Allianz MiCo la seconda edizione di NetZero Milan, l’Expo Summit di Fiera Milano che, fino al 22 ottobre, mette a confronto industria, finanza, istituzioni, ricerca e innovazione sul ruolo dell’elettrificazione nella dell’economia e del sistema produttivo europeo, approfondendo le implicazioni sulla competitività dei nuovi scenari energetici, tecnologici e geopolitici, mettendo al centro le soluzioni tecnologiche, gli investimenti e le politiche necessarie per coniugare sicurezza energetica e sviluppo industriale. Edizione 2026 patrocinata da Parlamento Europeo, Commissione Europea, Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Economica e Ministero delle Imprese del Made in Italy a sottolinearne l’importanza per il “sistema Europa” e per il nostro Paese.

Ad aprire i lavori una Opening Session dedicata ai nuovi equilibri energetici e industriali globali e alle loro implicazioni per l’Europa, in uno scenario segnato da un lato dalla rapida espansione delle tecnologie pulite in Cina e dall’altro dalla nuove leadership statunitense nei combustibili fossili. Convegno introdotto da un video di saluto di Gilberto Pichetto Fratin, ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica dell’Italia che ha ricordato come esista oggi la “necessità di costruire una transizione energetica e ambientale che sia capace di essere motore di sviluppo e crescita”. “Tutto ciò va inserito in un contesto in cui la transizione digitale dia una nuova forma alle nostre economie, ai nostri modelli di sviluppo e alle nostre società. - ha aggiunto -. Penso a fenomeni dal grande impatto come la scena dell’intelligenza artificiale. La decarbonizzazione è un’esigenza ancor più forte in un periodo come questo, segnato da nuovi equilibri e instabilità sul piano geopolitico internazionale”. Per Pichetto Fratin, “indipendenza energetica, elettrificazione e tecnologie green devono guidarci in una nuova fase della storia dell’Europa, un compito certamente complesso, che per questo ha bisogno anche di una dimensione che vada oltre gli Stati nazionali”.

Carlo Bonomi, presidente Fiera Milano, introducendo il convegno ha ricordato come le fiere abbiano sempre accompagnato l’evoluzione dell’economia e dell’industria del Paese, aggiungendo: “Oggi questo ruolo richiede qualcosa in più: la capacità di comprendere le trasformazioni destinate ad avere un impatto strutturale sul sistema produttivo e di creare luoghi nei quali imprese, istituzioni, ricerca e finanza possano confrontarsi sulle conseguenze di questi cambiamenti. L’energia è certamente uno di questi grandi temi, soprattutto per l’Europa, dove il diesel rappresenta oltre il 40 per cento dei consumi petroliferi, contro circa il 20 per cento negli Stati Uniti e meno del 30 per cento in Cina. Sono differenze che si traducono in costi per la logistica, per i trasporti e per le attività produttive, come ricordano le stime di Ispi”.

“Per un’impresa la transizione energetica si traduce in decisioni molto concrete, come valutare se e quando sostituire un impianto, modificare un processo produttivo, elettrificare una parte della produzione, investire nell’autoproduzione o nei sistemi di accumulo, adottare nuovi modelli di approvvigionamento – ha proseguito Bonomi –. Per questo gli obiettivi ambientali devono essere accompagnati dalle condizioni politiche ed economiche necessarie per raggiungerli: energia a costi competitivi, infrastrutture adeguate, un quadro regolatorio stabile e prevedibile e strumenti finanziari capaci di sostenere gli investimenti. In altre parole, la competitività dell’industria deve essere parte integrante della transizione”.

Una transizione efficiente “richiede una politica industriale capace di tenere insieme energia, innovazione, infrastrutture e investimenti. È all’interno di questo quadro che abbiamo costruito NetZero Milan” – ha concluso Bonomi – . Abbiamo scelto di mettere al centro il rapporto tra transizione energetica e competitività industriale, creando un punto di incontro tra istituzioni e imprese. Il nostro obiettivo è fare progressivamente di Net Zero Milan un appuntamento stabile di confronto tra industria, istituzioni, finanza e ricerca sui temi dell’energia e della competitività”.

Hanno poi preso la parola, tra gli altri, Paolo Gentiloni presidente del Global Advisory Council della Banca europea per gli investimenti, Francesco Decarolis Enel Foundation Chair in Competitiveness and Transition, Università Bocconi e membro Rhine Group,

Federico Pasini,Chief operating officer della Fondazione Italia Cina, Nicola Pesaresi capo Unità presso la direzione generale della Concorrenza della Commissione Europea ed Enrico Letta rettore di IE University Madrid e presidente dell’Institut Jacques Delors di Parigi, insieme a rappresentanti delle istituzioni e a operatori del settore energetico.

Federico Pasini ha sottolineato che la Cina “è oggi il maggiore produttore e fornitore mondiale delle tecnologie per la transizione energetica e l’innovazione industriale (oltre che per la mobilità sostenibile) e leader nella diffusione delle rinnovabili, al punto che il Paese rappresenta oltre il 40% delle installazioni globali. Questo, insieme al basso costo del lavoro, a filiere mature e a risorse rinnovabili di buona qualità, colloca la Cina in una posizione privilegiata per fare dell’energia rinnovabile un pilastro del proprio sistema energetico. La Cina ci parla e l’Europa ha tutto l’interesse a rispondere per lavorare insieme e andare oltre i risultati già raggiunti dalla tecnologia cinese, per passare, con il contributo della competenza e della cultura europee, dal ruolo di compratore a quello di partner”.

Enrico Letta ha invece ricordato come “la sicurezza economica e l’autonomia sono diventate valori fondamentali per la competitività. Il punto chiave è che il completamento del mercato unico rappresenta oggi un fattore di sicurezza: se non lo portiamo a termine, continueremo a essere dipendenti e quindi meno sicuri”. E sono numerose le iniziative che stanno ovviando alla difficile integrazione tra le politiche dei singoli stati membri in campo energetico a livello europeo. Tra queste, il programma One Europe, One Market e l’Industry Accelerator Act con l’obiettivo di “ridurre l’esposizione dell’UE all’attuale crisi energetica a cui è più esposta rispetto agli Stati Uniti e alla Cina”.

Per Paolo Gentiloni occorre supportare con forza e orgoglio le imprese che si impegnano nella transizione: “Il contesto europeo è positivo perché c’è un impegno importante nella transizione climatica. Sono stati stanziati diversi pacchetti di misure molto ambiziose e gli investimenti di Next Generation Europe per un terzo sono dedicati alla transizione. Per l’Italia, in particolare, si tratta di 70-80 miliardi di euro. L’Europa è, insieme al Giappone, tra le realtà che seguono più coerentemente il percorso di decarbonizzazione: in Europa vive il 6% della popolazione mondiale e le nostre emissioni sono del 6%. Un rapporto decisamente più positivo rispetto a quello di altri paesi come gli Usa”.

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