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Parchi divertimento, visitatori soddisfatti e voglia di esperienze dal vivo: 7 italiani su 10 ne chiedono di più

L’Osservatorio Nazionale AssoParchi fotografa un settore apprezzato dal pubblico e pronto a nuovi investimenti. Il comparto conta oltre 400 strutture e genera un indotto da 8 miliardi di euro. Il ministro Mazzi: “Vogliamo rafforzare la collaborazione con AssoParchi”

Assoparchi

I parchi divertimento piacciono agli italiani e possono intercettare una domanda di socialità ancora più ampia. Quasi sette persone su dieci, infatti, vorrebbero vivere più spesso esperienze dal vivo, condividendo momenti e attività con gli altri. Un’opportunità per un settore che continua a puntare sull’innovazione e sull’ampliamento delle proprie strutture. È quanto emerge dall’Osservatorio Nazionale AssoParchi 2026, realizzato in collaborazione con GRS Research & Strategy e presentato oggi, 6 novembre, all’Acquario di Genova, durante il Meeting Annuale dell’associazione.

Il giudizio dei visitatori e la voglia di esperienze dal vivo

I risultati raccolti attraverso quasi 4.000 questionari compilati durante le visite restituiscono un giudizio decisamente positivo: la soddisfazione complessiva raggiunge 4,57 punti su 5 e la propensione a tornare si attesta a 4,40. Anche il Net Promoter Score, indicatore della disponibilità a consigliare l’esperienza ad altre persone, è elevato: +69 su una scala da -100 a +100. La ricerca GRS In Person Impact Index Italia, condotta su un campione di 705 intervistati, allarga lo sguardo all’intera popolazione. Il 69% degli italiani dichiara di voler partecipare a un maggior numero di esperienze in presenza, un dato che evidenzia il valore delle attività capaci di favorire la partecipazione e le relazioni dirette. A frenare questa possibilità sono soprattutto la mancanza di tempo (48%), i costi (42%) e le difficoltà logistiche (34%). “L’Osservatorio si sviluppa lungo tre direttrici: l’esperienza dei visitatori, l’evoluzione della domanda e le scelte di investimento delle imprese”, spiega Maurizio Crisanti, direttore di AssoParchi. “Puntiamo a costruire una base solida di conoscenze per comprendere le dinamiche del mercato e orientare le strategie di sviluppo. I dati ci permettono anche di valorizzare il contributo economico del comparto, rafforzandone il ruolo e il riconoscimento all’interno del sistema turistico nazionale”.

Le strategie dei parchi: nuove attrazioni e investimenti

Per rispondere alle aspettative del pubblico, gli operatori puntano a rinnovare e diversificare l’offerta. La prima fase del censimento 2026 mostra che il 90% delle imprese ha in programma nuovi investimenti. Le risorse saranno destinate principalmente alla realizzazione di attrazioni, indicata dall’85% degli operatori, al potenziamento delle infrastrutture (64%) e alla digitalizzazione (56%). Il 79% prevede inoltre di ampliare gli spazi e le proposte di intrattenimento, con l’obiettivo di raggiungere nuovi segmenti di pubblico. Il tema è stato al centro anche dell’intervento del ministro del Turismo Gianmarco Mazzi, che ha annunciato la volontà di consolidare il rapporto tra istituzioni e associazione di categoria. “Il Ministero del Turismo intende rafforzare la collaborazione con AssoParchi, riconoscendo al settore un ruolo importante nelle strategie di sviluppo turistico del Paese”, ha dichiarato. Mazzi ha anticipato che nell’aggiornamento del Piano strategico, che sarà presentato il 22 e 23 marzo al Forum Internazionale del Turismo Italiano, sarà riservato uno spazio significativo ai programmi di sviluppo dei parchi. Il ministero sta inoltre lavorando a semplificazioni normative, a partire dalla revisione dei vincoli sulle prevendite dei biglietti. Tra gli obiettivi c’è anche il coinvolgimento delle strutture nelle iniziative di comunicazione istituzionale rivolte ai turisti italiani e stranieri.

Un comparto da 8 miliardi di indotto

Il Meeting di Genova ha offerto anche l’occasione per discutere del ruolo dei parchi nella promozione dei territori, nell’educazione e nella conservazione ambientale. Dalle grandi destinazioni come Gardaland e Mirabilandia alle realtà naturalistiche di Openature, dai parchi acquatici a tema come Caribe Bay alle attività di Costa Edutainment, il settore propone esperienze differenti, che affiancano allo svago occasioni di conoscenza e sensibilizzazione. I numeri confermano il peso economico dell’industria: in Italia sono presenti oltre 400 strutture tra parchi a tema, acquatici, faunistici e avventura. Nel 2025 hanno registrato 21 milioni di visitatori certificati SIAE e 306 milioni di euro di ricavi dalla sola vendita dei biglietti. L’indotto complessivo raggiunge gli 8 miliardi di euro e coinvolge comparti come ospitalità, ristorazione, commercio, trasporti e servizi. Gli addetti diretti, tra dipendenti fissi e stagionali, sono 25.000, mentre i lavoratori coinvolti nelle attività collegate ai parchi sono almeno 60.000. Sul fronte delle presenze, il presidente di AssoParchi Luciano Pareschi invita alla cautela, perché la stagione non si è ancora conclusa. “Molti parchi sono ancora aperti con le tematizzazioni di Natale ed è ancora presto per trarre delle conclusioni sull’andamento dell’anno: possiamo comunque stimare una chiusura in linea con il 2025”. Pareschi segnala una crescita per i parchi acquatici, favorita da un’estate particolarmente calda, che ha però penalizzato altre tipologie di strutture. Positivo anche l’avvio della stagione autunnale, trainata dal successo di Halloween, mentre le aspettative per il Natale sono incoraggianti grazie a tematizzazioni sempre più curate, diventate un appuntamento atteso da molte famiglie. “Per mantenere vivo l’interesse del pubblico e continuare a sorprendere gli ospiti anno dopo anno, il settore continuerà a investire, nell’ambito di un piano triennale del valore di 500 milioni di euro”, conclude.

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