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Aziende

Snam, Terna e Cdp: le reti cruciali che sostengono l’industria

Gasdotti, elettrodotti e collegamenti sottomarini alla base della resilienza dell’Italia

Il nostro Paese come una grande "batteria"

Come lo scheletro per il corpo. Reti, gasdotti, stoccaggi, rigassificatori, elettrodotti e collegamenti sottomarini costituiscono l’infrastruttura sulla quale si regge l’Italia e la sua attività economica. La loro funzione diventa ancora più evidente durante una crisi internazionale, un picco dei consumi o un evento estremo. Avere energia è oggi essenziale; poterla trasportare dove serve, mantenendo stabile il sistema, cruciale.

Sul versante del gas, Snam, guidata dall’ad Agostino Scornajenchi (in foto in alto), presidia una parte fondamentale di questa sicurezza. Il gruppo ha assicurato negli ultimi anni al Paese la possibilità di utilizzare diverse rotte di ingresso, ricevere gas naturale liquefatto, accumulare riserve negli stoccaggi e movimentare i volumi lungo il territorio. Queste infrastrutture consentono di reagire alla riduzione di una fonte di approvvigionamento e di affrontare i mesi di maggiore domanda. Il gruppo lo ha messo nel piano strategico Snam 2026-2030, che prevede 14 miliardi di investimenti. L’obiettivo, ha spiegato Scornajenchi, è «creare un sistema energetico italiano ed europeo sempre più integrato». Nella visione del gruppo, il gas conserva una funzione di flessibilità e sostegno all’affidabilità del sistema durante l’evoluzione del mix energetico.

Il collegamento con la rete elettrica è diretto: le centrali a gas contribuiscono a coprire la domanda quando la produzione rinnovabile disponibile non è sufficiente. La sicurezza delle forniture di gas e quella dell’elettricità richiedono quindi una pianificazione coordinata, insieme allo sviluppo degli accumuli e alla gestione dei consumi. Per Terna, guidata dall’ad Pasqualino Monti (in foto al centro), la sfida consiste nel far evolvere la rete di trasmissione insieme alla geografia della produzione e della domanda. La crescita di solare ed eolico richiede collegamenti capaci di trasferire energia tra territori e superare le congestioni. Una leva fondamentale sono anche le interconnessioni con l’estero e i collegamenti tra isole e continente. Presentando i risultati del primo semestre 2026, Monti ha indicato nello sviluppo dell’infrastruttura di rete la priorità operativa del gruppo, richiamando l’avanzamento del Tyrrhenian Link: un cavo sottomarino che consentirà l’interconnessione elettrica tra la Sicilia e la Sardegna alla penisola italiana.

Opere per le quali è necessario investire con un’ottica di lungo periodo. Ed è qui che scende in campo Cassa Depositi e Prestiti, guidata dall’ad Dario Scannapieco (in foto in basso).

Attraverso Cdp Reti, partecipata al 59,1%, il gruppo detiene il 31,35% di Snam e il 29,85% di Terna. La sua presenza nel capitale è una garanzia di sviluppo e resilienza del sistema Paese: non è un caso che la stessa missione di Cdp Reti leghi le partecipazioni al sostegno delle infrastrutture strategiche del gas e della trasmissione elettrica.

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